Finse il vaccino per ottenere il Green Pass: Pippo Franco a processo

Il comico Pippo Franco andrà a processo per aver usato certificati medici falsi per ottenere il green pass durante la pandemia di Covid-19. Insieme a lui, altri quindici imputati fra cui alcuni familiari del volto dello storico programma tv ‘La sai l'ultima?'. Sono tutti accusati di falso in atto pubblico, per aver prodotto o utilizzato certificazioni che falsamente attestavano l'avvenuta vaccinazione, necessaria, nell'estate del 2021, per accedere a bar, ristoranti e nei locali pubblici in generale.
Falsi certificati di vaccinazione rilasciati da un medico di base
La misura del green pass, introdotto dal governo Conte, serviva a contingentare l'accesso e garantire la sicurezza sanitaria in varie attività. Secondo l'inchiesta della procura di Roma, però, il medico di base Natale Cirino Aveni, anche lui imputato, avrebbe cominciato a "formare false certificazioni attestanti le avvenute vaccinazioni anti covid al fine di ottenere per i suoi pazienti il successivo rilascio del green pass". I certificati sarebbero poi stati inseriti nel sistema informatico della regione Lazio andando a falsare il dispositivo di controllo della diffusione del virus.
In tanti si sarebbero rivolti ad Aveni per evitare il vaccino – forse spinti dalla propaganda No Vax che circolava in quegli anni – senza rinunciare ad accedere a locali e ristoranti. Il comico e cantante, all'apice della sua notorietà fra gli anni Settanta e Ottanta, insieme alla moglie Maria Piera Bassino e al figlio Gabriele, è difeso dagli avvocati Paolo Gallinelli e Benedetto Stranieri. A supporto della tesi dell'accusa ci sarebbero gli attestati di vaccinazione firmati da Aveni fra il nell'estate del 2021, ma Pippo Franco si è sempre dichiarato innocente.
Inoltre, come dichiarato dal legale Stranieri, "la responsabilità degli imputati viene dedotta da alcune conversazioni telefoniche tutt'altro che univoche". A convincere gli inquirenti della falsità dei certificati, secondo l'avvocato difensore, ci sarebbe solo "una battuta ironica del signor Pippo Franco nel corso di una trasmissione televisiva", quando, dopo che il conduttore gli aveva chiesto se si fosse vaccinato, disse: "Preferisco non rispondere, vi basti sapere che ho il green pass".
Certificati fasulli anche per entrare in Ztl
L’indagine, coordinata dalla sostituta procuratrice Eleonora Fini, era nata da accertamenti dei carabinieri del Nas, insospettiti da alcune incongruenze tra il numero di dosi dichiarate e quelle effettivamente disponibili nello studio medico. Aveni avrebbe somministrato più vaccini di quelli che aveva a disposizione. Il medico è al centro anche di un altro filone d'indagine, non legato al green pass ma al rilascio di certificati fasulli con cui dieci suoi pazienti avrebbero ottenuto permessi per accedere alla ztl di Roma.