Anche il collega Andrea Varriale, al centro, presente alla fiaccolata
in foto: Anche il collega Andrea Varriale, al centro, presente alla fiaccolata

Alla fiaccolata in ricordo di Mario Cerciello Rega, ucciso un anno fa esatto nella notte tra il 25 e il 26 luglio,  ha partecipato anche il collega Andrea Varriale. Il vicebrigadiere dei carabinieri era in sua compagnia quando Finnegan Lee Elder lo ha accoltellato undici volte. Varriale è stato il primo a chiamare i soccorsi. In una delle ultime udienze del processo che vede come imputati i due ragazzi americani, Elder e il suo amico Gabriel Natale Hjorth, i giudici hanno potuto ascoltare la sua voce mentre telefonava per chiedere aiuto: “Centrale, centrale, allora, piazza Farnese….Mario, Mario! Via Pietro Cossa, via Pietro Cossa. Subito un’ambulanza, collega accoltellato, subito. Perde tanto sangue sto tamponando… Mario, oh guardami Mario, Mario guardami… Mario ti prego!".

"Quella notte non eravamo preoccupati. Ci sembrava una cosa da nulla, da ladro di polli. Non mi sembrava una estorsione fatta da veri criminale, ci sembrava una cosa da poco. Mario Cerciello Rega era sempre in prima linea. Per noi era un maestro. Aveva occhio per la strada. Alcune delle nostre indagini sono partite proprio da sue intuizioni, era il più esperto di tutti. Cerciello non era assolutamente un violento e io ho imparato tantissimo da lui", sono state le parole di Varriale nel corso dell'udienza in cui è stato ascoltato.

Fiaccolata in ricordo di Mario Cerciello Rega a Roma

La fiaccolata, alla quale hanno partecipato la vedova di Mario, familiari, amici e colleghi, e che si è conclusa nel luogo dove il vicebrigadiere è morto, è stata organizzata dal sindacato Sin carabinieri. Il rosario è stato recitato dal cappellano militare don Donato e da Don Graziano della Curia di Albano Laziale. Questa mattina, invece, è stata celebrata una messa in ricordo del carabiniere ucciso nella chiesa di San Salvatore in Lauro, con parroco che ha reso omaggio a Cerciello Rega con queste parole: "‘Il sorriso di Mario é il sorriso di chi nella vita ha saputo riconoscere un sogno nel cuore. Il suo sogno era servire la patria, amando la sua missione da carabiniere, attraverso il suo legame al lavoro e alla famiglia. Ha speso la sua giovane vita per Roma, la città in cui lavorava, ascoltando sempre gioie e dolori di tutti ed aiutandoli ad osservare il senso della giustizia. Ha ascoltato anche i poveri per dar loro voce quando voce non ne avevano. Con la sua morte non è vero che finisce tutto, abbracciamolo ancora una volta".

In occasione del compleanno di Mario, che pochi giorni fa avrebbe compiuto 36 anni, la moglie e i carabinieri hanno voluto dedicargli una gigantografia (che lo ritrae sorridente e in alta uniforme) in piazza Cavour, a pochi passi dal luogo dell'omicidio. "Ti manderò un bacio con il vento e so che lo sentirai", le parole che gli ha dedicato la moglie.