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Evasione da oltre 3 milioni di euro con società fantasma tra Ciampino e il Nord Italia: sei misure cautelari

Un vero e proprio schema societario per riciclare i soldi evasi dal fisco. Tra gli stratagemmi anche un falso fondo di ricerca e sviluppo da sei milioni di euro.
A cura di Roberto Abela
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Fiamme gialle al lavoro durante gli accertamenti
Fiamme gialle al lavoro durante gli accertamenti

Soldi, immobili, quote societarie e altri beni di diverse società tra Roma e il Nord Italia sono stati sottoposti a sequestro preventivo con finalità di confisca nell'ambito di un'indagine della guardia di finanza per bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, riciclaggio ed autoriciclaggio. Un tesoretto da tre milioni e mezzo di euro derivanti dall'attività di quella che gli inquirenti sospettano essere una vera e propria associazione a delinquere e contro la quale il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Velletri ha emesso, oltre al sequestro, una custodia cautelare in carcere e cinque misure interdittive.

Uno schema articolato tra Ciampino e il Nord Italia

Lo stratagemma scardinato dagli investigatori è il seguente: una S.r.l. di Ciampino operante nella produzione di calcestruzzo, ha riconvertito la propria ragione sociale per lavorare nella logistica e ha appaltato per mesi lavori inesistenti ad operatori di diverse aziende del nord amministrate da altri membri dello stesso gruppo, complici del meccanismo insieme ad alcuni commercialisti. Così sono state create fatture false fino a portare la società appaltante al fallimento, riciclando il denaro fruttato dall'evasione delle tasse su un patrimonio reale di circa 21 milioni di euro. Dichiarato lo stato d'insolvenza, dagli accertamenti delle fiamme gialle di Frascati è emerso lo schema criminale.

Un fondo di Ricerca e Sviluppo usato per pagare le tasse

Il gruppo ha anche creato un un credito fittizio di Ricerca e Sviluppo per oltre sei milioni di euro, utilizzato almeno in parte il pagamento di imposte e contributi per un valore di circa 800 mila euro, al di fuori della sua finalità originaria. A guidare l'attività fraudolenta un cinquantenne, unico destinatario di una misura di custodia cautelare in carcere. Per i commercialisti complici il gip del tribunale veliterno ha disposto invece misure interdittive dalla professione per un anno, come per gli amministratori delle società coinvolte, che non potranno sedere in nessun consiglio di amministrazione per lo stesso periodo di tempo.

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