Esce per un giro in kayak nel lago a Castel Gandolfo, cade in acqua e muore a 44 anni
Tragedia nelle acque di Castel Gandolfo dove un uomo di 44 anni ha perso la vita nel pomeriggio di ieri, domenica 27 settembre 2026. Il quarantaquattrenne era entrato in acqua per un giro con il kayak quando, per cause ancora in accertamento, nel corso dell'uscita nel lago, è caduto in acqua. Il corpo sarebbe riaffiorato poco dopo, quando ormai non c'era già più niente da fare per salvarlo.
Cade dal kayak nel lago e muore
I fatti risalgono alla giornata di ieri, domenica 27 settembre 2026 e sono avvenuti nel corso del pomeriggio quando il quarantaquattrenne ha deciso di uscire per un giro sul kayak nelle acque del lago. L'uomo, residente ad Albano Laziale, ha iniziato a farsi strada pagaiando, poi è caduto in acqua per cause ancora da chiarire. Non si esclude, però, che durante l'uscita in acqua possa aver avuto un malore.
L'allarme, come riportato da Canale Dieci, è scattato verso le ore 17, nella zona nota come "la culla del Lago", non troppo distante dalle scogliere lungo via Spiagge del Lago, quando alcuni bagnanti e il titolare di un ristorante hanno notato il corpo, ormai senza vita, che galleggiava a una cinquantina di metri circa dalla riva.
Il ritrovamento del corpo in acqua
Non è chiaro cosa sia accaduto. Secondo le prime ricostruzioni, il quarantaquattrenne avrebbe noleggiato il kayak da uno stabilimento sulle sponde del lago e indossava il giubbino salvagente. Andando verso il largo pagaiando, non si esclude che possa aver avvertito un malore così forte da farlo cadere in acqua dove avrebbe poi perso la vita.
L'arrivo dei soccorsi e gli accertamenti in corso
A quel punto, una volta scattato l'allarme, un'imbarcazione di passaggio ha recuperato il corpo e lo ha trasportato in una spiaggia privata dove sono arrivati i carabinieri della stazione locale, gli operatori del pronto soccorso sanitario del 118 con ambulanze e con l'elisoccorso. Nonostante quest'ultimo sia atterrato nelle vicinanze, per il quarantaquattrenne non c'è stato niente da fare: i tentativi di rianimazione si sono rivelati vani e per l'uomo non c'è stato niente da fare.
La salma è stata trasferita nell'Istituto di Medicina Legale del Policlinico di Tor Vergata, dove è già stata disposta l'autopsia per chiarire le cause del decesso.