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Epatite A nel Lazio, a Gaeta vietati i frutti di mare crudi nei ristoranti

Dopo l’aumento dei casi di Epatite A, il sindaco di Gaeta ha diffuso un’ordinanza per vietare i frutti di mare crudi nei ristoranti.
A cura di Beatrice Tominic
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Niente più frutti di mare crudi nei ristoranti a Gaeta. È quanto stabilito dal sindaco del comune pontino, Cristian leccese, con un'ordinanza firmata per rafforzare le misure di prevenzione contro l'epatite A. Negli ultimi giorni, dopo la diffusione nella regione Campania, sono aumentati i casi anche nel Lazio, soprattutto nei territori in provincia di Latina: il 23 marzo la Asl di Latina, in particolare, contava 24 casi e sei ricoveri.

Niente frutti di mare nei locali a Gaeta: l'ordinanza del sindaco contro l'epatite A

I divieto riguarda, in particolare, ristoranti, attività di somministrazione e vendita alimentare con consumo sul posto, oltre alle produzioni destinate al consumo immediato. Oltre a imporre il divieto sul cibo, nell'ordinanza vengono ricordate le buone pratiche per i cittadini: lavare frequentemente le mani, consumare alimenti sicuri e ben cotti, evitare cibi crudi o poco cotti con particolare attenzione ai molluschi. Da garantire, ovviamente, le adeguate condizioni igieniche negli ambienti domestici e collettivi.

In particolare, invece, per i frutti di mare viene raccomandata una cottura completa, con ebollizione di almeno quattro minuti: una norma da seguire necessariamente le scuole, centri di aggregazione ed eventi pubblici. Nella ristorazione, invece, l'obbligo resta quello di rispettare le norme sanitarie.

Queste misure, scattate preventivamente per contenere la malattia infettiva, restano in vigore fino a nuove valutazioni sull’andamento dei contagi: qualora durante i controlli dovesse emergere il mancato rispetto delle disposizione, scatteranno le sanzioni.

Francesco Rocca: "Nel Lazio situazione sotto controllo"

"Tutto sotto controllo". Questo il commento del governatore della Regione Lazio Francesco Rocca a margine di un evento a Roma, dopo l'aumento dei casi di infezione registrato nei giorni scorsi scattato forse a causa di una partita di frutti di mare contaminati. "Stanno tracciando tutti i lotti, non è una situazione da emergenza. Va seguita, ma le nostre strutture sanitarie e i servizi di prevenzione stanno lavorando bene d'intesa con i Nas", ha garantito davanti alla crescita dei casi soprattutto fra la metà di febbraio e io primi di marzo. La partita di frutti di mare sembrava provenire dalla Campania, per questo si sta cercando fare chiarezza su un possibile collegamento con il cluster di Napoli. 

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