Emanuela Orlandi e giudice Adinolfi, buttato giù il muro della Casa del Jazz: “Giornata decisiva”

A dividere i vigili del fuoco dal tunnel sotto alla Casa del Jazz era rimasto soltanto un muro. Sembra che in queste ore, però, anche quest'ultimo ostacolo sia stato abbattuto. È successo nella mattina di oggi, giovedì 5 marzo 2026: ricominciano le ricerche per i casi di scomparsa del giudice Paolo Adinolfi ed Emanuela Orlandi. Per giorni non ci sono state novità sul caso, si è rimasti in attesa delle autorizzazioni necessari per intervenire. Ma oggi sul posto sono arrivati carabinieri, agenti della polizia giudiziaria, guardia di finanza e vigili del fuoco. Sono stati proprio questi ultimi a calarsi e ad aprire un varco abbattendo il muro.

Casa del Jazz, presente anche il prefetto: "Non ci fermeremo"
"Il muro è stato abbattuto e i vigili del fuoco sono entrati nella galleria sotterranei che passa sotto alla Casa del Jazz. Si sono dovuti fermare in prossimità di una frana, servirà ulteriore tempo per permettere di procedere in sicurezza. Ma poi saremo pronti per andare oltre e studiare una parte mai esplorata fino ad ora – ha fatto sapere nella puntata odierna di Storie Italiane il giudice Lamberto Giannini, facendo riferimento a quella frana già citata negli atti del 1997 – Ora abbiamo tutto nella disponibilità dello Stato: è nostro compito non lasciare alcun dubbio".
Nel frattempo alla Casa del Jazz sono arrivati anche i figli del giudice Paolo Adinolfi e il fratello di Emanuela Orlandi, Pietro.
Cosa ci nascondeva il muro nei sotterranei della Casa del Jazz
Quella di oggi sembra essere una giornata decisiva che apre nuovi scenari. Una volta messa in sicurezza la zona della frana sarà possibile addentrarsi nella galleria mai esplorata fino ad ora. Difficile dire cosa possa nascondersi nel tunnel: la presenza del muro, che sembra essere stato creato proprio per proteggere l'area, potrebbe indicare l'esistenza di qualcosa di importante dall'altra parte. Impossibile dire cosa. Il fatto che, prima di diventare centro culturale, la struttura sia appartenuta a Enrico Nicoletti, considerato il tesoriere della Banda della Magliana, fa pensare che questi locali possano aver avuto il ruolo di covo criminale. C'è chi pensa possano trovarsi i resti del giudice Adinolfi e di Emanuela Orlandi. Chi ha ipotizzato armi e chi, invece, non riesce a non pensare a quanto rubato dal Tribunale di Roma nel 1999.