Elezioni per Rettorato alla Sapienza, rappresentanti studenteschi denunciano: “Cambiano regolamento per silenziarci”

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“Vogliono silenziarci ed evitare il confronto: con questo nuovo regolamento elettorale il nostro voto conta meno”, è la denuncia del corpo studentesco.

A pochi giorni dalle nuove elezioni per il Rettorato esplode la protesta della rappresentanza studentesca dell'università di Roma La Sapienza. Secondo quanto lamentano, infatti, sarebbe stato modificato il regolamento che prevede l'elezione del Rettore o della Rettrice, come per l'ultimo mandato con l'introduzione di un meccanismo di calcolo che riduce arbitrariamente il peso del voto studentesco sotto la soglia del 15% garantita dal Regolamento.

Come funziona l'elezione per il Rettorato della Sapienza

La figura del Rettore o della Rettrice all'università degli studi della Sapienza avviene ogni sei anni. Il mandato è unico e non rinnovabile: ciò vuol dire che la Rettrice uscente, la professoressa Antonella Polimeni, non può ricandidarsi a ricoprire nuovamente la stessa carica.

Secondo quanto denunciato dagli studenti, in questi ultimi giorni sotto il mandato di Polimeni sarebbe stato introdotto un meccanismo di calcolo che riduce arbitrariamente il peso del voto studentesco espresso dai rappresentanti eletti nelle Assemblee di Facoltà, nel Senato Accademico e nel Consiglio di Amministrazione. Da Regolamento, oltre a loro, partecipano alle elezioni i professori di ruolo, i ricercatori e personale equiparato, il personale dirigente e tecnico-amministrativo e i rappresentanti, eletti nei Consigli di Dipartimento, dei titolari di assegno di ricerca.

La soglia del 15%: "Così vogliono penalizzarci"

Come si legge nel precedente Regolamento del 2019, "Ai voti espressi dal personale dirigente e tecnico-amministrativo è assegnato un peso pari al 15% dell'elettorato rappresentato dai professori di ruolo e dai ricercatori, ivi inclusi quelli a tempo determinato, e personale equiparato, aumentato al 20% qualora partecipi alle elezioni un numero di elettori superiore al 30% degli aventi diritto".

Viene precisato, inoltre, che "nell’ipotesi in cui una Facoltà preveda una rappresentanza degli studenti in Assemblea in misura superiore al 15% del personale docente ed equiparato afferente, il peso del voto dei rappresentanti degli studenti di tale Facoltà è ridotto proporzionalmente, in modo da ottenere un numero di voti esprimibili comunque pari al 15% del personale docente ed equiparato".

La gravissima irregolarità denunciata dal corpo studentesco eletto negli Organi Centrali riguarderebbe proprio quest'ultimo punto. "Mentre nelle Facoltà dove ci sono più rappresentanti degli studenti il peso del loro voto viene tagliato per adeguarlo alla soglia del 15%, in quelle con seggi scoperti o con meno rappresentanti, gli Uffici e la Commissione elettorale si rifiutano di adeguarlo verso l'alto in palese contrasto con quanto previsto dallo Statuto (art. 12 c.3 lettera a) e con quanto applicato nelle ultime 4 tornate elettorali. Il risultato è un taglio ingiustificato ai nostri voti su un'elezione che si giocherà su pochissimi voti di scarto", denunciano i rappresentanti.

Il sospetto: "Hanno spinto il rappresentante degli studenti a dimettersi"

Oltre alle modalità diverse rispetto agli scorsi anni, un altro dettaglio ha acceso il sospetto di chi rappresenta il corpo studentesco. "L'unico rappresentante degli studenti all'interno della commissione elettorale, proprio nella seduta in cui avrebbe dovuto segnalare questa violazione, è stato spinto a dimettersi dalla commissione stessa – spiegano in una nota congiunta firmata dai e dalle rappresentanti eletti in tutti gli Organi Centrali – L'accusa mossa nei suoi confronti è quella di aver esternato un supporto ad uno dei candidati attraverso i social network. È davvero paradossale che venga approvata una modifica del peso dei voti degli studenti in assenza di un rappresentante".

E poi ribadiscono: "È un atto strumentale per silenziarci ed evitare il confronto. Pretendiamo il ripristino immediato della quota garantita del 15% e la piena trasparenza delle votazioni".

La smentita della Sapienza

Non appena diffusasi la denuncia degli studenti, è arrivata la presa di posizione dall'università che fatto chiarezza sulle dimissione del rappresentante degli studenti che sarebbero state date dopo aver rilevato "la sussistenza di una situazione di incompatibilità, valutando che il comportamento e le esternazioni del rappresentante degli studenti si palesano inappropriate e incompatibili con il ruolo di componente della commissione elettorale centrale per le elezioni del rettore/rettrice sessennio 2026/2032". Intanto, però, il sospetto dei rappresentanti eletti resta. E le elezioni sono sempre più vicine.

La precisazione della Commissione Elettorale Centrale

La Commissione elettorale centrale (CEC), costituita con decreto del Decano del Corpo accademico 940 del 5 maggio 2026, ha voluto fare "alcune precisazioni, tutte documentate dagli atti, sul proprio ruolo, sul criterio di ponderazione del voto dei rappresentanti degli studenti e sulla propria composizione". Nella nota, si legge, che secondo l’articolo 19 del "Regolamento generale per le elezioni telematiche online degli Organi centrali, alla CEC spetta accertare la validità delle candidature, pronunciarsi su eventuali omissioni o indebite inclusioni nell’elenco dell’elettorato attivo e sui reclami pervenuti durante le operazioni di voto, sovrintendere alle operazioni di scrutinio, procedere alla proclamazione dei risultati e decidere sui ricorsi contro i risultati proclamati".

Per quanto riguarda il tema del 15%, "la disposizione disciplina dunque espressamente l’ipotesi di superamento della predetta percentuale, prevedendo in quel caso un coefficiente di riduzione. Non contempla invece un corrispondente coefficiente di incremento qualora, in una determinata Facoltà, il numero dei rappresentanti degli studenti sia inferiore al 15%". In sostanza, secondo quanto afferma la Cec, il 15% funzionerebbe come un tetto, non come un obiettivo da raggiungere aumentando il peso dei voti quando gli studenti sono pochi. La CEC precisa inoltre che questo stesso criterio era già stato applicato alle elezioni del Rettore del 2020 e che nel 2026 non è stato modificato: "Anche in occasione delle elezioni 2026 il criterio applicativo non è stato modificato. Nella seduta del 29 settembre 2026 la Commissione elettorale centrale (CEC) ha confermato l’applicazione del medesimo criterio di ponderazione già utilizzato nelle elezioni rettorali del 2020".

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