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Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia
12 Settembre 2022
13:16

Elezioni, Colosimo: “Per la Regione Lazio un candidato di Fratelli d’Italia che vada bene a tutti”

Ospite degli studi di Fanpage.it Chiara Colosimo, consigliera di Fratelli d’Italia alla Regione Lazio ed esponente di punta della “generazione Meloni” della destra italiana, che ha prenotato un seggio in parlamento. Sulle future elezioni nel Lazio dice: “La Regione è stata utilizzata per cementificare il potere del PD, è ora di cambiare Fdi indicherà un nome”.
A cura di Valerio Renzi
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Elezioni politiche del 25 settembre 2022 in Italia

Da Azione Studentesca a consigliera della Regione Lazio nel 2010 e per due legislature, Chiara Colosimo è stata l'enfant prodige della destra romana, e oggi è una navigata politica cresciuta sempre nella scia di Giorgia Meloni. Come la leader di Fratelli d'Italia si è fatta le ossa nelle organizzazioni della destra studentesca e organizzando la festa della destra romana Atreju. Dalla sezione di Garbatella alla Pisana è oggi proiettata verso il parlamento, candidata sia per la quota uninominale (Lazio 2 – 03), che per quella plurinominale (Lazio 1 – 02, Lazio 1 – 03, Lazio 2 – 02), ma anche al plurinominale in Puglia (03) e in Toscana (01). Un'esposizione che racconta non solo di come Meloni la voglia fortemente in parlamento, ma anche di come la 36enne, in Fratelli d'Italia dal primo minuto, è considerata un nome su cui puntare per attrarre e far crescere una nuova leva di attivisti e amministratori non solo nel Lazio ma in tutta Italia.

Dal 2% del 2o13 a primo partito italiano. Fratelli d'Italia si prepara per la prima volta ad andare al governo del paese…

Fratelli d'Italia ha attraversato – lo dico sempre – il deserto dei Tartari da quando è nato il partito quasi dieci anni fa. Perché nessuno credeva in noi. Non avevamo grandi finanziatori, non avevamo grandi possibilità, ma avevamo una grande volontà. E questo è il tratto distintivo di Giorgia Meloni e di tutti noi: abbiamo iniziato perché ci credevamo, perché ci crediamo, non per velleità personali o carriera o ambizione. Abbiamo iniziato perché volevamo che la destra si inserisse nel sistema Italia, e l'affermazione di Giorgia dimostra che questo è possibile. Spero che lo dimostri fino a diventare premier.

Stare all'opposizione ha aiutato a crescere nei consensi?

In questi anni ci siamo contraddistinti per non scendere a nessun tipo di compromesso, e non è facile scegliere di rimanere all'opposizione con grande coerenza.

Lei è cresciuta politicamente insieme a Giorgia Meloni, facendo palestra prima nelle organizzazioni giovanili della destra e nell'organizzazione della kermesse Atreju, poi entrando nelle istituzioni…

Seguo il percorso di Giorgia Meloni da prima che diventasse presidente di Azione Giovani, in un percorso che ho visto crescere insieme ad Atreju, che è diventata da una festa di una comunità politica a una kermesse politica di caratura internazionale. In questo lungo percorso Giorgia è stata capace di essere sempre il capo, senza mai imporsi, ma grazie alla sua autorevolezza.

Aborto, diritti civili e delle donne. La sinistra dice che l’Italia farà passi indietro su questi temi con Meloni premier. Cosa rispondi da donna di destra impegnata in politica da tanti anni?

Io sono abbastanza sorpresa, nonostante tutto, dagli attacchi che vengono fatti a Giorgia Meloni in quanto donna. Leggo personaggi del mondo dello spettacolo e cantanti varie che addirittura dicono, che è "donna ma è uomo". Devo dire la verità, mi sorprende questo dibattito per una serie di motivi. Intanto perché è oggettivo che Fratelli d'Italia d'Italia ha l'unico leader donna della nostra nazione. Noi non vogliamo abolire la 194, è una narrazione falsa. Chiediamo la piena applicazione della 194, che vuol dire semplicemente che se una donna pensa di dover abortire, ad esempio, per questioni economiche, possa realmente scegliere se farlo o no.

Però l'Italia è molto indietro sul terreno della parità di genere…

Sulla questione generale donne e diritti, segnalo che noi che dovremmo essere considerati, diciamo quelli retrogradi in questa narrazione, in realtà siamo quelli che dimostrano che le due cose si possono conciliare. Che l'affermazione della donna nella sua carriera, nel suo percorso di vita professionale, e l'affermazione della donna in quanto madre, è possibile anche se con molte difficoltà. Su questo sono d'accordo anche con alcune esponenti di sinistra, l'Italia è molto indietro e c'è tanto da gare.

Dai banchi dell'opposizione ha seguito tutta la stagione di Nicola Zingaretti alla presidenza della Regione Lazio. Che giudizio ne dà?

L'era Zingaretti finisce tra gli scandali dopo dieci anni il bilancio per me non può essere che assolutamente negativo dell'operato della sinistra alla Pisana. Lo dico non tanto e non soltanto per le questioni più note come lo scandalo delle mascherine, piuttosto che le ultime questioni di cronaca legate sempre alla provincia di Frosinone; lo dico soprattutto perché, al netto di una buona campagna vaccinale, tutto il resto, dai rifiuti alla sanità, non ha funzionato in questa regione. La Regione Lazio ha bisogno di essere rilanciata, ma anche se mi permettete ricostruita. Sono state centinaia le consulenze fatte all'interno della Regione che non hanno portato risultati. Consulenti poi diventati spesso candidati ed è inutile girarci intorno, la Regione Lazio è stata utilizzata in modo tale da cementificare il potere del Partito Democratico a Roma e nel Lazio. Questo per noi non è accettabile perché è un'istituzione al servizio di tutti i cittadini e non di cittadini che hanno quella o quell'altra tessera in tasca.

Il candidato governatore per il centrodestra è naturale che sia Fratelli d'Italia ad esprimerlo? A forza di mediare nella coalizione a Roma con Michetti non è andata benissimo…

L'identikit del candidato presidente è sicuramente quello di una persona vicina, se non di un esponente di Fratelli d'Italia. Se è certo che Fontana si ricandiderà per la Lega alla guida della Regione Lombardia, nel Lazio sta a noi indicare una figura, interna o esterna al partito, che però possa rappresentare adeguatamente tutti coloro i quali hanno fatto una strenua opposizione a Zingaretti.

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