Lo Stadio della Roma a Tor di Valle non si farà, ormai è arrivata la conferma. A darne l'annuncio il Campidoglio, in una nota pubblicata nella serata di venerdì 26 febbraio. "Prendiamo atto della decisione presa autonomamente questa sera dal Cda dell'As Roma in merito al progetto per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle, si tratta di una valutazione imprenditoriale" si legge. "Rassicuriamo i cittadini che le opere pubbliche previste, come il potenziamento della ferrovia Roma-Lido e la realizzazione del Ponte dei Congressi, verranno portate avanti dall'amministrazione capitolina". La comunicazione ufficiale del Campidoglio arriva a seguito della decisione presa dalla società giallorossa, che ha annunciato di aver deciso di abbandonare il progetto, in occasione della relazione finanziaria semestrale che risale al 31 dicembre 2020.

"Venute meno le condizioni per realizzare lo Stadio"

La motivazione sarebbe da ricercare nel fatto che la proprietà "intende investire, per essere competitiva, in una squadra vincente che possa giocare in un nuovo stadio moderno ed efficiente" e che il Cda, "sulla base degli approfondimenti condotti da advisor finanziari, notarili e legali di primario standing, nonché alla luce delle ultime comunicazioni di Roma Capitale, ha verificato che non sussistono più i presupposti per confermare l'interesse all'utilizzo dello stadio da realizzarsi nell'ambito dell'attuale progetto immobiliare relativo all'area di Tor Di Valle, essendo quest'ultimo progetto divenuto di impossibile esecuzione". Inoltre "ha constatato che anche la pandemia ha radicalmente modificato lo scenario economico internazionale, comprese le prospettive finanziarie dell'attuale progetto stadio".

I terreni di Tor di Valle sono pignorati

La vicenda di Tor di Valle è una vera e propria odissea, la costruzione dello Stadio è stata oggetto di innumerevoli polemiche in otto anni, tra pause e riflessioni, fino alla conclusione che no, non si farà, almeno non nel posto indicato nel progetto. Non solo perché per i Friedkin vedono questa ipotesi economicamente poco conveniente, ma anche perché i terreni su cui si vorrebbe costruire lo Stadio della Roma, come è emerso lo scorso novembre in una lettera del Campidoglio pubblicata da La Repubblica, sono in realtà pignorati. La società di Luca Parnasi, arrestato per corruzione nell'ambito dell‘inchiesta sullo Stadio della Roma, è piena di debiti e l'ippodromo che sorge sui terreni (quello di Febbre da Cavallo) potrebbe finire all'asta e risultare dunque un cattivo investimento.