Due morti in un giorno a Montalto di Castro, l’esperto Fin: “Bisogna leggere il mare, le correnti sono come fiumi”
Due morti nello stesso giorno in mare tra Montalto Marina e Tarquinia, nel Viterbese sabato scorso 29 agosto. Silvano Loia, cinquantadue anni, compagno dell'attrice Francesca Neri, è stato trovato senza vita in località Sant'Agostino; Laura Valentini, cinquantatré anni, è stat riportata a riva in zona Fosso del Sanguinaro.
La guardia costiera nello scorso fine settimana è stata impegnata negli interventi di soccorso, e ha invitato i bagnanti alla prudenza. Fanpage.it ha intervistato Giuseppe Andreana, delegato per le attività didattiche del Salvamento del Comitato Regionale Lazio della FIN, rispetto a come comportarsi in caso di mare mosso e corrente.
Il litorale di Montalto di Castro e Tarquinia hanno delle caratteristiche particolari? Ci sono elementi come fondali insidiosi, dislivelli o correnti che rendono più facili questi eventi?
Sicuramente si possono creare delle correnti che portano al largo. Queste correnti possono generarsi sia su fondali sabbiosi, sia – soprattutto – parlando generalmente, a ridosso di pennelli di scogliera perpendicolari alla costa, che spesso sono artificiali e servono come protezione dall’erosione della spiaggia. Forse c'era una "buca", con una corrente che portava al largo.
Come identificare le correnti in mare?
Bisogna saper "leggere" il mare. Sono facilmente identificabili, ma se una persona è distratta – e al mare è normale rilassarsi – può non accorgersene. Le correnti che portano al largo sono veri e propri fiumi: per capirci, la sorgente è la spiaggia, la foce è il largo. Sono difficili da riconoscere perché gli "argini" sono fatti di acqua. Di solito, dove c’è una corrente di risacca, l’acqua appare piatta, più piatta rispetto ai lati dove ci sono i frangenti. Le persone interpretano l’acqua piatta come acqua calma, ma è esattamente il contrario. Meglio fare il bagno dove ci sono piccoli frangenti di 10–15 centimetri. Il mare, quando ha maggiore energia, quindi quando non è calmo, sprigiona forze che spesso si manifestano con correnti di risacca che portano al largo.
Cosa bisognerebbe fare per prevenire questi incidenti?
Prima di tutto, servirebbe un’azione di sensibilizzazione ed educazione alle attività balneari, per far conoscere questi fenomeni.
Le persone vanno al mare, ma spesso non sanno riconoscere una corrente di risacca. Se qualcuno viene trascinato da una corrente deve ricordare che la maggiore forza non è al largo, ma sottocosta, proprio sotto la battigia. Se si viene trascinati, non bisogna nuotare controcorrente verso riva: è l’errore più comune. Nessuno, cadendo in un fiume, cercherebbe di risalirlo verso la sorgente.
Bisogna invece guadagnare gli argini del fiume, cioè le zone laterali dove ci sono i frangenti, e da lì cercare di tornare verso la battigia o richiamare l’attenzione. Bisogna poi uscire lateralmente dalla corrente e poi tornare verso riva evitando di rientrare nella zona di risacca. L’acqua del mare sostiene: non si viene trascinati a fondo, ma spinti verso il largo.
Quest’anno ci sono stati molti malori in spiaggia. Le alte temperature hanno inciso?
Sì. Le temperature elevate hanno causato molti più malori rispetto agli anni precedenti, non solo al mare ma in generale.
Questo si ripercuote anche sui bagnanti: il caldo può provocare malori anche in acqua. Nelle zone isolate non si va mai da soli: serve prudenza e buon senso.
Ci sono tratti particolarmente pericolosi nel Lazio?
Per esempio in alcuni tratti di Fiumicino e a Santa Severa ci sono barriere artificiali parallele alla costa. Quando il mare è calmo non succede nulla, ma quando le onde frangono sulle barriere e le scavalcano, l’acqua si accumula nel bacino e cerca di uscire attraverso l’imboccatura. Si crea una corrente fortissima che porta al largo. È pericoloso anche per i soccorritori: se cercano di rientrare verso la spiaggia nell’imboccatura, trovano la corrente che li spinge fuori; dall’altra parte rischiano di essere scaraventati contro la scogliera. Sarebbe importante quando si realizzano opere di protezione della costa dall'erosione tenere presenti quali sono le conseguenze rispetto alla sicurezza balneare della zona.
Inoltre serve ricordare che zone sicure con mare calmo diventano pericolose con mare agitato. Anche un buon nuotatore può trovarsi in difficoltà ed essere travolto dalla corrente. Ci sono zone selvatiche, non spiagge libere attrezzate, dove chi va a fare il bagno deve avere maggiori abilità natatorie e più prudenza. Sono luoghi bellissimi, ma senza sorveglianza balneare servono precauzioni.