Droga su ordinazione e abitazioni come centri logistici: a Roma dieci arresti per spaccio

Droga su ordinazione: l'uso di smartphone come canale di vendita di stupefacenti è una realtà sempre più consolidata nel mondo dello spaccio. Ma la preparazione del giro e il taglio avvengono in una fase precedente, spesso in basi operative allestite all'interno di anonimi appartamenti. Due aspetti su cui si è concentrata l'operazione condotta ieri primo aprile dalla Questura di Roma, culminata in dieci arresti tra la Capitale e la provincia.
Dalla periferia al centro, i pusher nelle strade
Il primo arresto è stato messo a segno nel quartiere Ponte di Nona, alla periferia est della città, dove gli agenti delle Volanti hanno intercettato un ventisettenne romano sorpreso a muoversi tra i palazzi con l'atteggiamento tipico di chi è in attesa di compratori. Alla vista della pattuglia, il giovane ha subito tentato la fuga, ma la sua corsa è stata interrotta dagli operatori della Polizia di Stato. Sottoposto a perquisizione, il controllo ha portato alla luce un kit di "pronto vendita" al dettaglio: 32 dosi di crack confezionate in involucri di colori diversi, utili a distinguere rapidamente il peso della sostanza. Il giovane aveva addosso anche del denaro contante suddiviso in banconote di piccolo taglio, frutto dello smercio della cocaina in cristalli. Uno schema analogo a quello individuato anche nella più centrale zona di Porta Maggiore, punto di arrivo della Prenestina. Qui gli scambi avvenivano all'interno di un'autovettura, utilizzata come "ufficio" per le vendite. L'intervento degli agenti ha interrotto una trattativa in corso, consentendo di sequestrare 35 involucri di cocaina nascosti nel vano portaoggetti del cruscotto.

Le basi logistiche in appartamenti della città
Gli arresti sono poi proseguiti "al chiuso", in abitazioni trasformate in centri logistici dove lo spaccio veniva attentamente organizzato e studiato: ambienti domestici trasformati in veri e propri uffici di lavorazione. Da Colleferro a Civitavecchia, la polizia ha scoperto due laboratori in house della droga. Nel primo caso, la cucina era stata adibita a piano per il taglio, con più di 130 grammi di cocaina e il relativo materiale per il confezionamento. Nel secondo, situato a Flaminio, sono stati sequestrati più di 140 grammi di hashish pronti per la distribuzione. In entrambi i casi è scattato l'arresto dei due spacciatori. Sul fronte della "consegna" delle dosi, gli agenti del Commissariato di polizia Civitavecchia hanno intercettato un veicolo sospetto: alla guida, un ventiduenne romano che trasportava hashish, suddiviso in panetti, destinati al mercato del litorale. Molti di queste "filiere" mettono a disposizione anche un sistema di prenotazioni e consegna on demand, tramite app di messaggistica istantanea. Attorno a queste strutture hanno preso forma altri sei arresti, tutti a seguito di scambi di stupefacenti con consegna "organizzata". Altre operazioni, condotte tra i quartieri Fidene, Romanina, Trieste e Portuense, hanno portato al sequestro di decine di grammi di cocaina, crack e ketamina.