Diventa insegnante di ruolo dopo 6 anni: “Ogni giorno oltre 140 km per raggiungere la mia scuola, ma sono felice”

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Da Terni a Poggio Mirteto per 140 chilometri fra l’andata e il ritorno per lavorare come insegnante di ruolo: è la storia di Valentina. “La strada da fare, in tutti i sensi, è tanta, ma ne vale la pena”.

Lavori come insegnante e vivi nel precariato? O sei docente di ruolo, ma la scuola di assegnazione è troppo distante da dove vivi? Se hai una storia da raccontare, non esitare a contattarci. Scrivi all'indirizzo segnalazioni@fanpage.it o compila questo form.

Anni e anni di precariato prima della nomina di insegnante di ruolo. Purtroppo nel nostro Paese questo è un copione che si ripete troppo stesso. E, come se non bastasse l'attesa, la scuola di assegnazione dell'insegnante è a diversi chilometri di distanza dal luogo in cui abita. È il caso di Valentina che ogni giorno percorre 140 chilometri per andare e tornare da scuola, da Terni, in Umbria, a Poggio Mirteto, in provincia di Rieti, dove è docente di ruolo di scienze: "La strada da fare è tanta, letteralmente. Ma ne vale la pena".

La storia di Valentina, a 25 anni insegnante di ruolo a Poggio Mirteto

A raccontare la sua storia a Fanpage.it, dopo Luisa che da Amelia arriva ogni giorno a San Basilio per insegnare a scuola, è Valentina. "Ho 25 anni e da quest'anno sono docente di ruolo di scienze in un istituto superiore di Poggio Mirteto, in provincia di Rieti. Ogni mattina parto da Terni: qualche chilometro in più, ma è il prezzo di un sogno che ho costruito passo dopo passo", dice. Un'opinione in totale controtendenza rispetto al pensiero della collega Luisa secondo la quale, tenuto conto degli stipendi non alti degli insegnanti, dell'aumento dei costi di viaggio, dell'investimento nello studio e dell'esperienza lavorativa, sarebbe una situazione "deprimente e umiliante".

Il racconto di Valentina: "Università, corsi e master: ho dedicato tanto tempo allo studio"

Per Valentina, invece, l'esperienza è totalmente diversa e lei appare carica di entusiasmo. "Ho iniziato a insegnare a 20 anni, mentre ero ancora all'università. Mi sono laureata prima in Biologia della nutrizione e poi in Genetica e biologia molecolare, completando tutto in 4 anni, uno in meno rispetto al piano di studi. Poi sono arrivati un master, due abilitazioni all'insegnamento, l'abilitazione alla professione di biologo e tanti, tantissimi corsi", spiega.

"Nel frattempo, 6 anni scolastici in GPS, tra supplenze, scuole diverse, settembre passati ad aspettare una chiamata e la paura di non farcela. Io ho continuato a studiare, a fare esperienza e a crederci".

Dopo anni di precariato diventa insegnante di ruolo: "Ho coronato il mio sogno"

E alla fine crederci ha aiutato Valentina che oggi è insegnante di ruolo in provincia di Rieti. "In classe ho pochi anni più dei miei studenti, e credo sia proprio questo a farci capire: sanno che le loro paure e i loro dubbi sono gli stessi che avevo io non molto tempo fa. La mia passione per la scienza cerco di trasmetterla ogni giorno, perché per me non è solo una materia da studiare, ma un modo di guardare il mondo – spiega appassionata – E non mi fermo alla scuola: insegno anche in alcune accademie, collaboro con l'ospedale in un progetto di ricerca e sto per aprire il mio studio di nutrizione clinica. Insegnare, fare ricerca e prendermi cura delle persone sono per me parti dello stesso percorso", precisa.

"Racconto la mia storia per i ragazzi che oggi si sentono dire che sono troppo giovani, che il precariato non finisce mai, che conviene rinunciare. Non è facile, richiede sacrifici e tanta strada (anche letteralmente!), ma si può fare. E ne vale la pena".

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