Deve portare i bambini in gita, ma è positivo a cocaina e alcol: patente ritirata al conducente del bus
Il pullman è pronto a partire per la gita scolastica. Decine di bambini delle elementari a bordo. Ma il controllo di routine da parte degli agenti di polizia locale di Ciampino rivela una circostanza inquietante: il conducente è positivo alla cocaina e aveva bevuto ben oltre i limiti consentiti. Per fortuna, i vigili hanno salvato il viaggio e hanno fermato l'uomo prima che si mettesse al volante del mezzo.
È successo sabato 17 ottobre in viale J.F. Kennedy a Ciampino, alle porte di Roma. Il conducente è un uomo di 40 anni, controllato perché mostrava evidenti "sintomi di alterazione psicofisica". I sospetti sono stati confermati dai test: positivo alla cocaina e con un tasso alcolemico superiore a 0,9 grammi per litro, ben oltre il limite consentito. Per questi motivi è scattato il ritiro immediato della patente e il deferimento all'autorità giudiziaria. Grazie all'arrivo di un sostituto, gli studenti sono potuti partire per la loro gita di classe.
I controlli preventivi sui pullman delle gite scolastiche
Il comando di polizia locale di Ciampino ricorda che agli istituti scolastici del territorio è offerta gratuitamente la possibilità di richiedere una verifica preventiva proprio degli autobus destinati alle visite d'istruzione. "Questo rigoroso protocollo, eseguito con regolarità dal Comando, non si limita al solo accertamento dei requisiti tecnici e documentali dei veicoli, ma prevede un focus specifico e prioritario sulle condizioni psicofisiche e sull'idoneità dei conducenti professionali".
La carenza di autisti e i ritmi di lavoro
Per la polizia locale, l'episodio di viale Kennedy "impone un'analisi oggettiva su una dinamica complessa che affligge attualmente il settore dell'autotrasporto con particolare riguardo a quello dei passeggeri. Sebbene sia doveroso precisare che la stragrande maggioranza dei conducenti operi con assoluto rigore, professionalità e nel pieno rispetto delle normative, l'attuale e nota scarsità di autisti qualificati, unita a una domanda di mercato particolarmente pressante, genera spesso l'imposizione di ritmi di lavoro estremamente serrati. Questa condizione strutturale spinge, in casi isolati, alcuni professionisti, pur in regola con le idoneità formali, a ricorrere all'uso di sostanze stupefacenti o alcoliche per tollerare la fatica e i turni stringenti. Una condotta gravissima che mette a repentaglio l'incolumità pubblica, specialmente quando coinvolge il trasporto di adulti e minori".