video suggerito
video suggerito

Detenuta morta per overdose nella notte a Rebibbia, un’altra ricoverata: indaga la penitenziaria

Una detenuta è morta questa notte nel carcere di Rebibbia a causa di un’overdose, ricoverata anche un’altra donna. Sul caso indagano gli agenti della Polizia penitenziaria.
A cura di Natascia Grbic
94 CONDIVISIONI
Immagine

Una detenuta è morta questa notte nel carcere di Rebibbia. Sono stati quindi rinviati, a data da destinarsi, i Giochi della Speranza, un'iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II, dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dalla rete di magistrati ‘Sport e legalità'. Sul caso indagano gli agenti della Polizia penitenziaria. Secondo le prime informazioni, la donna – una 59enne – è deceduta a causa di un'overdose. Un'altra detenuta, sempre per aver assunto sostanze, è stata ricoverata in ospedale, non si sa se è in pericolo di vita o meno.

La donna è stata trovata morta all'interno della sua cella del carcere di Rebibbia, e ogni tentativo di soccorso è stato purtroppo inutile. "Siamo all'ennesimo caso di diffusione di stupefacenti che solo negli ultimi mesi dell'anno registra due morti a San Vittore-Milano e tre ricoverati in gravi condizioni, sempre a Rebibbia reparto maschile un decesso, uno a Sassari, uno a Gorizia, uno a Reggio Emilia e uno a Firenze", ha dichiarato in una nota il segretario del sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo.

"Nel corso dell'anno i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Anche se più recente molto pericoloso è l'ingresso nelle celle di ‘Blu Punisher' e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati (l'orudis 200, il contramal, lo stinox, il lentomil – che vengono date per terapia – per citarne alcuni e persino la tachipirina), cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti, spaccio e consumo hanno subito cambiamenti notevoli che il personale penitenziario non è certo in grado di cogliere e tanto meno contrastare".

Proprio questa mattina, anche alla presenza della deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, si sarebbero dovuti tenere i ‘Giochi della Speranza', nell'ambito delle iniziative promosse per il Giubileo dei detenuti. Una giornata dedicata allo sport che avrebbe dovuto vedere coinvolte detenute, guardie penitenziarie, e magistrati, e che è stata però, vista l'eccezionalità della situazione, rinviata a data da destinarsi per rispetto alla donna e alla sua famiglia.

Sulla vicenda è intervenuta anche la garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone: "Un donna è morta questa notte a Rebibbia, una delle sue compagne di cella è ricoverata in ospedale. C’è stato un suicidio a Viterbo e l’uomo aggredito al Nuovo complesso qualche mese fa è deceduto, tutto nel giro di poche ore. E mentre due giorni fa il presidente della Repubblica è andato in visita al femminile, mentre in questa fine di anno giubilare nemmeno la richiesta di Papa Francesco di un atto di clemenza è stata ascoltata, dentro al carcere si sta male, si ha freddo, ci si ammala, si prendono provvedimenti disciplinari per essere andate a fare la doccia a un piano diverso dal tuo, perché nelle docce del tuo piano l’acqua calda non funziona. Mi prendo un disciplinare e rischio di perdere quarantacinque giorni di liberazione anticipata, o mi lavo con l’acqua calda? Bel dilemma. Intanto si fanno belle passerelle, si scrivono forbitissime e dettagliatissime circolari, si parla di giustizia, sicurezza, fermezza".

94 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views