Detenuta morta per overdose nella notte a Rebibbia, un’altra ricoverata: indaga la penitenziaria

Una detenuta è morta questa notte nel carcere di Rebibbia. Sono stati quindi rinviati, a data da destinarsi, i Giochi della Speranza, un'iniziativa promossa dalla Fondazione Giovanni Paolo II, dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e dalla rete di magistrati ‘Sport e legalità'. Sul caso indagano gli agenti della Polizia penitenziaria. Secondo le prime informazioni, la donna – una 59enne – è deceduta a causa di un'overdose. Un'altra detenuta, sempre per aver assunto sostanze, è stata ricoverata in ospedale, non si sa se è in pericolo di vita o meno.
La donna è stata trovata morta all'interno della sua cella del carcere di Rebibbia, e ogni tentativo di soccorso è stato purtroppo inutile. "Siamo all'ennesimo caso di diffusione di stupefacenti che solo negli ultimi mesi dell'anno registra due morti a San Vittore-Milano e tre ricoverati in gravi condizioni, sempre a Rebibbia reparto maschile un decesso, uno a Sassari, uno a Gorizia, uno a Reggio Emilia e uno a Firenze", ha dichiarato in una nota il segretario del sindacato del Corpo di Polizia Penitenziaria, Aldo Di Giacomo.
"Nel corso dell'anno i sequestri effettuati negli istituti penitenziari ammontano a 65 kg di sostanze stupefacenti di ogni tipo. Anche se più recente molto pericoloso è l'ingresso nelle celle di ‘Blu Punisher' e di altri tipi di pasticche. Il mercato della droga in carcere si è evoluto: tra pastiglie di farmaci tritati o sniffati (l'orudis 200, il contramal, lo stinox, il lentomil – che vengono date per terapia – per citarne alcuni e persino la tachipirina), cerotti alla morfina, francobolli con colla ricavata da stupefacenti, spaccio e consumo hanno subito cambiamenti notevoli che il personale penitenziario non è certo in grado di cogliere e tanto meno contrastare".
Proprio questa mattina, anche alla presenza della deputata del Partito Democratico Michela Di Biase, si sarebbero dovuti tenere i ‘Giochi della Speranza', nell'ambito delle iniziative promosse per il Giubileo dei detenuti. Una giornata dedicata allo sport che avrebbe dovuto vedere coinvolte detenute, guardie penitenziarie, e magistrati, e che è stata però, vista l'eccezionalità della situazione, rinviata a data da destinarsi per rispetto alla donna e alla sua famiglia.
Sulla vicenda è intervenuta anche la garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone: "Un donna è morta questa notte a Rebibbia, una delle sue compagne di cella è ricoverata in ospedale. C’è stato un suicidio a Viterbo e l’uomo aggredito al Nuovo complesso qualche mese fa è deceduto, tutto nel giro di poche ore. E mentre due giorni fa il presidente della Repubblica è andato in visita al femminile, mentre in questa fine di anno giubilare nemmeno la richiesta di Papa Francesco di un atto di clemenza è stata ascoltata, dentro al carcere si sta male, si ha freddo, ci si ammala, si prendono provvedimenti disciplinari per essere andate a fare la doccia a un piano diverso dal tuo, perché nelle docce del tuo piano l’acqua calda non funziona. Mi prendo un disciplinare e rischio di perdere quarantacinque giorni di liberazione anticipata, o mi lavo con l’acqua calda? Bel dilemma. Intanto si fanno belle passerelle, si scrivono forbitissime e dettagliatissime circolari, si parla di giustizia, sicurezza, fermezza".