Detenuta 40enne trovata morta sul letto della cella a Rebibbia: indagini in corso, forse è malore
Una donna di quarant'anni è stata trovata morta in cella nel carcere di Rebibbia a Roma. I fatti risalgono a ieri, domenica 30 agosto. Da quanto si apprende la detenuta era distesa sul letto priva di vita e c'era del sangue sul cuscino. Sulla salma la Procura della Repubblica di Roma disporrà l'autopsia, per chiarire le cause esatte del decesso. Al momento tutte le ipotesi sono al vaglio, anche il malore e il gesto volontario.
Contattata da Fanpage.it la garante dei detenuti di Roma Valentina Calderone ha commentato: "È sempre una sconfitta quando una detenuta o un detenuto muoiono in carcere. Una tragedia per le compagne di cella e per l'istituto penitenziario. Non sappiamo cosa sia successo in questo caso specifico, se questa donna avesse delle patologie pregresse, si pensa a un malore. Certo è che il sovraffollamento, il caldo insopportabile e le condizioni generali delle carceri impattano sulla qualità della vita delle persone private della libertà".
La detenuta sdraiata sul letto della cella con sangue sul cuscino
A diffondere la notizia è stato il sindacato polizia penitenziaria Cnpp-Spp, che ha spiegato come, nel caso venga confermato il suicidio, si tratterebbe del cinquantesimo caso dall'inizio del 2026. Secondo quanto ricostruito finora la donna è stata trovata dal personale di turno dell'istituto penitenziario ormai morta. Era distesa sul letto della cella e c'erano delle macchie di sangue sul cuscino. Ancora da ricostruire la dinamica dell'accaduto. I risultati degli esami autoptici serviranno a fare chiarezza sui fatti.
"Emergenza sovraffollamento nelle carceri"
Il sindacato di polizia penitenziaria torna a ribadire l'emergenza sovraffollamento nelle carceri italiane e le difficoltà che vivono quotidianamente detenuti e personale. All'interno della sezione femminile di Rebibbia si trovano 370 detenute a fronte di 272 posti disponibili. Da gennaio scorso a oggi gli agenti di polizia penitenziaria che hanno dovuto ricorrere a cure mediche a seguito di aggressioni o incidenti durante il turno di lavoro sono circa 3800.
"Non possiamo più parlare di singole emergenze o di episodi isolati" commenta Aldo Di Giacomo, segretario Cnpp-Spp. "Quello che sta accadendo è lo specchio fedele del fallimento del sistema penitenziario italiano. Lo Stato ha perso il controllo delle carceri". Recenti, oltre alla ventitreenne di Rebibbia, i casi di due detenuti trovati morti nelle carceri di Biella e Ferrara. A dicembre del 2025 una detenuta cinquantanovenne è morta per overdose nel carcere di Rebibbia, mentre a settembre sempre dello scorso anno un'altra detenuta cinquantaduenne si è tolta la vita, mentre aspettava l'esito della valutazione Inps per la pensione d'invalidità.