Daniele Virgili, l’agente travolto da un carabiniere ubriaco: “Grande aiuto da Bebe Vio, sogno le Paralimpiadi”

Il 21 gennaio si è chiuso un capitolo giudiziario della vita di Daniele Virgili, l'agente di Polizia Locale di Roma Capitale che ha perso una gamba dopo essere stato travolto da un'autovettura mentre svolgeva il suo lavoro insieme ai suoi colleghi. Era il 7 novembre 2024, alla guida della macchina piombata su Virgili c'era un carabiniere, Francesco Cabras, che mercoledì ha patteggiato una condanna di due anni e sei mesi di reclusione per lesioni colpose.
La reazione dopo la sentenza
In aula era presente Daniele con tutta la sua famiglia e anche l'imputato. "Non riuscirò mai né a giustificare né a dimenticare quello che mi è successo, questa è una conclusione alla quale non potevo oppormi quindi ho vissuto quel giorno delle emozioni molto forti. Quando è stata emessa la sentenza mi sono voltato ed ho visto i miei familiari in lacrime e questo mi ha creato un dolore immenso. Adesso voglio solo pensare ad andare avanti e riuscire a trovare un nuovo equilibrio nella mia nuova vita".
Lo sport e l'incontro con Bebe Vio
Daniele Virgili ora vuole pensare solo al suo futuro e un tassello importante sarà probabilmente il mondo dello sport paralimpico. "Dopo l'incidente ho conosciuto Bebe Vio e la sua famiglia – racconta il ragazzo – ci sono stati molto vicini e mi hanno aiutato anche nella scelta delle protesi".
Da poco Daniele è entrato a far parte di Art4sport Onlus, l'associazione fondata dai genitori di Bebe Vio. "Mi sono sentito accolto e compreso, mi stanno accompagnando in questo nuovo percorso di rinascita e ora inizierò a praticare diversi sport per capire quale. Mi piacerebbe molto praticare la scherma, proprio come Bebe. Vedremo cosa succederà, magari un domani riuscirò a partecipare alle Paralimpiadi".