D’Amato: “Possiamo fare 60mila vaccini al giorno ma non abbiamo certezza consegne dosi”

"Quando Churchill portò via da Dunkerque i militari inglesi che erano sotto i bombardamenti, usò tutte le armi a disposizione: navi civili, navi militari, pescherecci. Noi siamo in guerra e dobbiamo usare tutte le armi a disposizione, ovviamente con l'unico requisito che superino gli standard europei e l'approvazione in ambito Ema e Aifa". È deciso l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato quando parla del vaccino russo Sputnik V: nei giorni scorsi aveva già dichiarato di essere disposto ad acquistare un milione di dosi e attivarsi per la produzione nel Lazio. Anche adesso, sembra voler tirare dritto su questa linea. Tanto che, una volta arrivata l'approvazione da Ema e Aifa, dichiara che la Regione Lazio utilizzerà "tutto ciò che sarà consentito". Lo scoglio più grosso, il problema più grave che tutte le regioni stanno affrontando, sono le poche dosi a disposizione. Un numero inferiore rispetto a quello contrattualizzato in sede europea, che sta mettendo in difficoltà gli Stati. A Fanpage.it spiega che "oggi viaggiamo sulle 20mila vaccinazioni al giorno: ne potremmo fare 60mila, tre volte tanto, senza grandi sforzi. Quello che manca sono le dosi. Ci devono mettere nelle condizioni di vaccinare, tutto il resto non ci interessa".
D'Amato: "Pronti a fare tutto per salvaguardare salute"
È notizia di oggi che nel Lazio si starebbero preparando a produrre il vaccino russo Sputnik V le aziende Biomedica Foscama di Ferentino e Acs Dobfar di Anagni. La prima per il confezionamento e la seconda, dopo una riconversione, della produzione. Entrambe potrebbero – il condizionale è d'obbligo – partire in autunno. Per il momento non sono stati stretti accordi in tal senso, ma ci sono stati primi contatti e richieste di disponibilità. Ma il Lazio sarebbe in grado di finanziare la produzione di Sputnik V all'interno della regione? "Il Lazio è pronto a fare tutto ciò che è necessario per salvaguardare la salute pubblica – continua D'Amato – Rappresentiamo il 38% dell'export farmaceutico in ambito italiano, le nostre aziende sono in grado di produrre per conto terzi sia vaccini con struttura mRNA sia a vettore virale. Competerà al Governo decidere cosa fare. Noi quello che chiediamo sono le dosi di vaccino. Oggi non abbiamo certezza né delle consegne di aprile né di maggio, e siamo a metà marzo. Penso che ci dovremmo concentrare su questi argomenti".
Intervista di Simona Berterame