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Da Caserta a Roma per truffare gli anziani, a Tiburtina arrestato con 120mila euro di gioielli

Un 27enne del casertano ha truffato due anziane a Roma per un bottino di 120mila euro, prima di essere arrestato alla stazione Tiburtina. Con un complice al telefono si spacciavano per carabinieri.
La refurtiva sequestrata dalla polizia
La refurtiva sequestrata dalla polizia

Un borsone pieno di gioielli per un valore di 120mila euro e un biglietto di ritorno per Napoli. È il bagaglio che i poliziotti hanno trovato addosso a un 27enne in attesa di un bus alla stazione Tiburtina di Roma. Il giovane è stato arrestato sul posto, identificato come il probabile esecutore di almeno due truffe ad anziani messe a segno nel giro di poche ore. Il sospettato, aiutato da un complice, durante la sua trasferta capitolina avrebbe messo in scena sempre lo stesso copione: ha allarmato le vittime con il pretesto di accertamenti dei carabinieri su una rapina commessa mesi prima con un veicolo intestato a loro o un familiare, poi si è presentato alla porta in qualità di perito ed è fuggito con i preziosi alla prima occasione.

Il maresciallo e la finta perizia

Una trasferta lampo a Roma che avrebbe dovuto concludersi nel primo pomeriggio e che invece si è trasformata nell'ultima tappa del tour delle truffe. Nella stazione romana, gli agenti del III distretto Fidene-Serpentara hanno accerchiato e arrestato l'esecutore materiale dei furti, mentre continuano a indagare sui suoi complici. Secondo gli investigatori, il canovaccio messo in scena per effettuare i raggiri era identico a quello utilizzato nell'ultimo colpo ai danni di un'anziana signora, articolato in tre fasi.

Nella prima fase un uomo ha chiamato la vittima qualificandosi come maresciallo dei carabinieri, si è accertato che fosse sola in casa e poi l'ha messa in allarme parlando di una rapina con il mezzo intestato a lei e delle possibile conseguenze giudiziarie, anche per il figlio: un modo per indurla ancor più ad agire d'impulso.

Nella seconda fase, il sedicente maresciallo è passato in videochiamata e ha chiesto alla donna di mostrargli tutti gli oggetti di valore presenti in casa, per studiare gli ambienti dell'abitazione e i beni custoditi al suo interno. Una sorta di ricognizione preventiva a distanza, utile a pianificare ogni movimento successivo. Durante questo passaggio, la vittime sarebbe stata convinta a raccogliere gli stessi oggetti tutti insieme, in un asciugamano bianco. Proprio quello in cui sarebbe stata rinvenuta la refurtiva nel borsone del ragazzo arrestato a Tiburtina. Prima di congedarsi il finto carabiniere ha avvisato dell'arrivo di un perito per accertamenti tecnici.

Qui è scattata la terza e ultima fase. Il finto consulente — impersonato dal 27enne — si è presentato effettivamente alla porta, pronunciando un codice identificativo corrispondente a quello anticipato telefonicamente alla vittima dal militare. Da lì in poi, la messa in scena si è conclusa nel giro di qualche secondo: il giovane è fuggito via col bottino approfittando di un momento di distrazione dell’anziana, intenta a proseguire l’ispezione in videochiamata con il militare fasullo.

Dall'allarme all'arresto: sulle tracce del truffatore

Le grida d’aiuto della donna, lanciate a gran voce una volta acquisita consapevolezza del raggiro, hanno attirato l’attenzione di un esercente della zona, che è riuscito ad annotare la targa dell’auto utilizzata per la fuga e ha allertato il 112. Da quel momento è partita la caccia al 27enne. Grazie alla geolocalizzazione del veicolo, una macchina a noleggio, la polizia è riuscita a a risalire al parcheggio di un centro commerciale, dove il mezzo era stato abbandonato pochi minuti prima dell'arrivo degli agenti. Da qui, l’immediata visione delle immagini delle telecamere ha consentito di identificare l’uomo ed il colore del borsone che aveva prelevato dall’abitacolo prima di allontanarsi.

Gli agenti, poi, hanno intuito subito che tra le probabili vide di fuga c'era anche la vicina stazione Tiburtina e hanno rintracciato il sospettato poco dopo nei pressi del terminal degli autobus di ritorno per la tratta Roma-Napoli. L'intera refurtiva era ancora tutta nel borsone, avvolta nell'asciugamano bianco, insieme con altri monili e orologi riconducibili a una seconda truffa identica, consumata qualche ora prima ai danni di un'altra anziana. Per il giovane, ventisettenne di origini casertane, è scattato l’arresto, convalidato dal giudice per le indagini preliminari.

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