"Il metodo di calcolo dell'Rt da parte dell'Istituto superiore di Sanità è un metodo certamente accurato e riconosciuto all'interno della comunità scientifica, ma è molto in ritardo rispetto ai dati attuali. Il bollettino uscito il 5 marzo era calcolato sui dati del periodo che va dal 10 al 23 febbraio: regioni come il Lazio sono rimaste gialle su dati vecchi, mentre invece dovrebbero essere già in zona arancione". Giorgio Sestili, fisico e divulgatore scientifico, ne è certo: stiamo prendendo decisioni molto in ritardo rispetto a quella che è l'attuale situazione epidemiologica. Secondo quanto dichiarato da Sestili a Fanpage.it, l'Rt del Lazio è a 1.12, mentre nell'ultimo bollettino dell'Iss era stato stimato a 1.05. Al momento la regione è ancora in zona gialla, ma se si fossero presi in considerazione i dati attuali sarebbe stata senz'altro arancione. E le misure restrittive che molto probabilmente saranno prese tra una settimana, sarebbero già state messe in atto.

Valori del CovIndex per le Regioni italiane. Fonte: https://covidtrends.com/
in foto: Valori del CovIndex per le Regioni italiane. Fonte: https://covidtrends.com/

"Agire in ritardo è dannoso per la salute e l'economia"

"Abbiamo messo a punto un diverso sistema di calcolo alternativo e basato un algoritmo diverso da quello usato ora, che è il Covindex – continua Sestili – Il vantaggio è che è sempre aggiornato ai dati dell'ultima settimana: usare questo metodo permetterebbe di arrivare in anticipo riguardo le misure da prendere. Se guardiamo al Covindex, in questo momento tutte le regioni che sono gialle hanno un Rt maggiore di 1. Il Lazio, ad esempio, con 1,12, dovrebbe essere arancione. Perché dopo un anno di emergenza non si adottano metodi di calcolo che permetterebbero un tempismo migliore nel prendere le decisioni? Agire in ritardo vuol dire che anche quando si cambia colore i contagi ormai sono partiti e gli ospedali si stanno riempiendo. Se vogliamo, oltre che dannosa per la salute questa è pure una misura antieconomica, perché per far scendere la curva in questo caso ci vuole molto più tempo".

Francesco Luchetta, editor di Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche
in foto: Francesco Luchetta, editor di Coronavirus – Dati e Analisi Scientifiche

Coronavirus, la situazione nel Lazio

Per quanto riguarda la situazione attuale nel Lazio, nonostante la regione avrebbe dovuto essere in zona arancione, si può parlare di relativa stabilizzazione. "La crescita dei contagi è in linea con i dati della settimana precedente – spiega Sestili – le terapie intensive hanno 240 posti letto occupati, mentre il rapporto tra tamponi molecolari e positivi è all'11,6% e mostra un peggioramento. La provincia che ha visto il maggiore incremento questa settimana è Rieti, con +133% di casi. Segue Frosinone con +55% e Latina con +42%. Roma è abbastanza stabile con +8%, mentre migliora Viterbo, con -11%".