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“Come uccidere una donna incinta”: il manuale shock disegnato a scuola, la denuncia

“Non può essere uno scherzo né trattato alla leggera”, è il commento del corpo studentesco e del collettivo Assange che ha condiviso sui social la vicenda.
A cura di Beatrice Tominic
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Foto dal collettivo Assange del Liceo Newton.
Foto dal collettivo Assange del Liceo Newton.

"Come uccidere una donna incinta" è la frase che si legge per prima sul banco, accompagnata da una faccina. Si esordisce così, prima di continuare a illustrare uno schema ben preciso in cui viene descritto come trattare il feto ricavato, come nutrirsene con espliciti riferimenti a atti di natura sessuale nei confronti di esso. Disegni e scritte sono state ritrovare su un banco dell'aula 110 della sede succursale del liceo Newton di Roma lo scorso venerdì. A darne notizia è stato il collettivo Assange del liceo, che ha sottolineato la pericolosità di ritrovamenti del genere.

La reazione del collettivo: "Siamo scioccati e preoccupati"

"Si tratta di una descrizione accurata, tristemente attenta, che non può essere parte di uno scherzo e che non va trattata con leggerezza – scrivono in una nota pubblicata su Instagram -È un manuale che incita alla violenza e a pensieri che non dovrebbero attraversare la mente di nessuno: quando la violenza smette di essere un'astrazione e diventa una procedura, descritta meticolosamente su un banco, siamo di fronte a una manifestazione di perdita di valori gravissima e preoccupante. E infatti siamo scioccati e preoccupati. Noi e i professori".

Il collettivo dopo il ritrovamento: "Educazione all'affettività serve anche a questo"

Dopo aver raccontato del ritrovamento, il collettivo è passato a riflettere su quanto accaduto. "Crediamo che il problema sia costituito da un intersecarsi di tematiche complesse come la pedofilia, l'abuso sessuale, la violenza sistematica e radicata e, ancora una volta, l'oggettificazione delle persone. Questa volta anche di un feto – spiegano – La sensibilizzazione e l'educazione devono avvenire su più fronti e ci auguriamo che chi è invaso da pensieri intrusivi di questa gravità abbia la possibilità di avere un appoggio psicologico immediato", sottolineano.

"Questo episodio ci ricorda, ancora una volta, quanto sia necessaria l'educazione all'affettività e alla sessualità e come sia doveroso e inevitabile agire affinché azioni di questo genere siano stigmatizzate dalla nostra comunità", concludono poi.

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