Colosseo, aumentano le critiche per la nuova pavimentazione: “È un falso storico, va fatto ricorso al Tar”

L’area è stata riaperta solo in parte, ma la discussione sul restauro degli ambulacri meridionali del Colosseo non accenna a placarsi. La nuova pavimentazione dello spazio tra l’Anfiteatro Flavio e via Celio Vibenna — dove le lastre di travertino hanno sostituito i sampietrini — continua a dividere i romani. C’è chi apprezza la scelta, considerandola coerente con i materiali originari del monumento, e chi invece parla apertamente di uno stravolgimento.
Le polemiche sul restauro al Colosseo: "Non c'è valorizzazione archeologica"
Le perplessità non arrivano soltanto dai commenti sui social. Anche tra gli addetti ai lavori emergono critiche. Il professore ordinario di Restauro architettonico all’Università Roma Tre, Michele Zampilli, aveva dichiarato in un’intervista a Fanpage.it: "Per come è adesso non si aiuta la valorizzazione storica. Lo trovo un intervento molto brutto, oltre che inutile".
Il cuore del dibattito riguarda proprio la pavimentazione. I sampietrini sono stati rimossi per consentire uno scavo archeologico; successivamente l’area è stata ricoperta con grandi lastre di travertino, lo stesso materiale che rivestiva il Colosseo in epoca antica. In una porzione degli ambulacri, però, sono rimaste visibili le tracce emerse dagli scavi: gettate di calce e frammenti dell’antico travertino. Secondo alcuni critici, proprio qui si sarebbe dovuto insistere. "Invece di lasciare aperto il risultato di quest'opera di scavo, per valorizzare la parte archeologica del monumento è stata ripavimentata questa fascia interna al Colosseo. È un falso storico", afferma un appassionato in un video pubblicato su Facebook.

"Serve solo a gestire i flussi di turisti"
A far discutere sono anche i blocchi di travertino che emergono dalla nuova superficie. Sono collocati in corrispondenza degli antichi pilastri che sostenevano le volte dei corridoi esterni, crollati nei secoli. All’avvio dei lavori, il Parco Archeologico del Colosseo aveva spiegato che quelle strutture avrebbero potuto essere utilizzate per valorizzare eventuali reperti. Nei primi giorni di apertura, tuttavia, sono state utilizzate dai visitatori come semplici sedute. "Come per piazza Augusto Imperatore si pensa solo a gestire i flussi verso le biglietterie", scrive un utente. Un altro si chiede: "Con quel grande flusso turistico, non hanno pensato che il travertino in poco tempo diventerà sporchissimo?".

Il restauro che divide i romani
C’è anche chi ipotizza iniziative formali, come un accesso agli atti o un ricorso al Tar. "Quest'area è in una fascia di rispetto del monumento e quindi dovrebbe esserci il vincolo indiretto che ne impedisce la trasformazione", sostiene un altro appassionato. "Ma invece il Parco archeologico ha deciso di coprire tutto".
Il fronte opposto difende invece la scelta progettuale. "Quando hanno costruito il Colosseo non c'erano i sampietrini", osserva qualcuno. Altri sottolineano come il travertino, con la sua superficie chiara e riflettente, possa contribuire a mitigare l’effetto isola di calore, soprattutto nei mesi estivi. Il dibattito resta aperto. E mentre l’intervento si avvia verso il completamento, la nuova ‘piazza' ai piedi del Colosseo continua a essere osservata, fotografata e discussa.