Questa settimana Massimiliano Pica, legale di Mario Pincarelli e dei fratelli Bianchi, accusati di aver ucciso a calci e pugni Willy Monteiro Duarte, deciderà se fare ricorso al Tribunale del Riesame contro l’ordinanza di custodia cautelare che vede i suoi assisti in carcere a Rebibbia. Una scelta difensiva che punta probabilmente a contestare il cambio di imputazione passato da omicidio preterintezionale a volontario con l’aggravante dei futili motivi. "Non rilascio più dichiarazioni, i giornali ne sanno più di me", ha dichiarato oggi a Fanpage.it l’avvocato Pica.

Terminata la settimana di isolamento per le normative anti-covid, considerata la brutalità della vicenda e l’attenzione mediatica attorno al massacro avvenuto sabato scorso a Colleferro, i tre ragazzi sono al momento in celle singole e lontani dagli altri detenuti per evitare possibili ritorsioni. Dopo l’appello del garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia in cui si parlava di "un’adeguata forma di isolamento cautelativo per impedire che i tre possano essere oggetto di attenzioni per così dire sgradite all'interno del carcere", oggi è arrivata la risposta del Sindacato Autonomo di Polizia Penitenziaria. "Vorremmo tranquillizzare il garante regionale del Lazio dei detenuti, Stefano Anastasia, che a Rebibbia, come in tutte le carceri italiane, sono garantiti i diritti dei detenuti e non solo quelli mediaticamente più in vista dei quali ultimamente si parla a discapito di tutti gli altri, a cominciare dalla loro stessa incolumità fisica". Il segretario del Sappe, Donato Capace ha dichiarato che "donne e uomini in divisa rappresentano ogni giorno lo Stato nel difficile contesto penitenziario e in prima linea nelle sezioni detentive. Sempre con professionalità, senso del dovere, spirito di abnegazione e, soprattutto, umanità. Con buona pace di taluni garantisti ‘a senso unico’, che sembrano avere una conoscenza assai superficiale delle dinamiche penitenziarie”.

Mentre il clamore e la particolarità della vicenda scuotono anche il mondo carcerario, la Guardia di Finanza sta facendo accertamenti patrimoniali sugli indagati, soprattutto sui fratelli Bianchi. Il loro tenore di vita non coinciderebbe con i profili lavorativi: il padre di Marco e Gabriele, Ruggero Bianchi, percepiva il reddito di cittadinanza e in passato ha lavorato come muratore e fabbro. Francesco Belleggia, il quarto ragazzo accusato per l’omicidio di Willy Monteiro, uscito dal carcere dopo aver detto al giudice delle indagini preliminari di aver visto "uno dei fratelli Bianchi colpire Willy Monteiro", resta ai domiciliari. In generale la ricostruzione di Belleggia sul pestaggio che ha portato alla morte di Willy si avvicina molto alla versione dei testimoni e degli amici del 21enne di Paliano. Vito Perugi, avvocato di Belleggia, ha invece dichiarato a Fanpage.it che probabilmente escluderà il ricorso sulle decisioni del giudice.