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Cocaina e hashish nascosti nei pacchi dei corrieri: sequestrati 25 chili di droga pronti a partire

La droga viaggiava nascosta sui furgoni delle compagnie di spedizioni. La guardia di finanza sequestra 20 chili di cocaina e 5 di hashish: affari fino a 5 milioni.
A cura di Francesco Esposito
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Droga che viaggia nascosta tra pacchi apparentemente anonimi, caricati ogni giorno sui furgoni dei corrieri insieme a migliaia di spedizioni. Non più solo tir con doppifondi o trasporti clandestini dedicati: il narcotraffico cambia rotta e si infiltra nella logistica ordinaria, sfruttando la massa di merci che attraversa quotidianamente i centri di smistamento. È questo il quadro emerso da un'operazione congiunta della Guardia di finanza di Roma e Pescara, che ha portato al sequestro nella Capitale di un ingente carico di stupefacenti diretto alle piazze di spaccio del Lazio e dell’Abruzzo.

La scoperta nei centri di smistamento dei corrieri

I finanzieri hanno individuato una serie di pacchi sospetti all’interno del circuito delle spedizioni espresse. All’interno dei plichi postali c’erano complessivamente 20 chili di cocaina pura e 5 chili di hashish, confezionati in modo da eludere i controlli. La droga era stata inserita nella normale catena logisticai. Un sistema che punta a far passare inosservato il traffico: i carichi vengono suddivisi in più spedizioni e viaggiano insieme a merce comune, rendendo più difficile intercettarli.

La nuova strategia dei trafficanti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, si tratta di una modalità sempre più utilizzata dalle organizzazioni criminali. Sfruttare i servizi di spedizione consente di diluire il rischio: anche in caso di sequestro, non viene compromessa l’intera partita di droga. Inoltre, attraverso le piattaforme di spedizione, è possibile seguire in tempo reale il percorso dei pacchi, monitorandone ogni spostamento fino alla consegna.

Un sequestro da 5 milioni di euro

L’intervento della Guardia di finanza, supportato anche dalle unità cinofile e da controlli mirati nei centri di smistamento, ha permesso di bloccare il carico prima che arrivasse a destinazione. Il sequestro è stato poi convalidato dall'autorità giudiziaria. La quantità intercettata avrebbe alimentato il mercato dello spaccio in due regioni. Il valore all’ingrosso supera il milione e mezzo di euro, ma la cocaina, grazie all’elevato grado di purezza che ne consente il “taglio”, avrebbe potuto moltiplicare i guadagni fino a sfiorare i 5 milioni di euro sul mercato al dettaglio.

Ora l’attenzione degli investigatori si concentra sulla filiera: l’obiettivo è risalire ai mittenti dei pacchi e ai destinatari finali, per ricostruire l’intera rete di distribuzione. Un lavoro che punta a colpire non solo il singolo carico, ma il sistema che ha scelto di nascondersi dentro la quotidianità delle consegne.

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