Clonavano le voci dei parenti con l’IA per estorcere denaro: scoperta truffa da un milione di euro

Con sofisticati strumenti informatici riuscivano a far apparire il numero della banca o delle forze dell'ordine sul display o usavano l'intelligenza artificiale per replicare la voce di parenti. 44 persone sono state denunciate dai carabinieri della compagnia Roma Centro nel corso di un'operazione di contrasto alle truffe digitali. Usando pressione psicologica e software per rendere i raggiri più realistici, avevano messo da parte un bottino di quasi un milione di euro.
L'AI per clonare le voci e la tecnica dello spoofing: come funziona
Lo schema ricostruito dai militari rappresenta l'evoluzione dei metodi più classici utilizzati dai truffatori soprattutto contro persone anziane o sole. La tecnica principale è quella dello spoofing, con cui i criminali riescono a falsificare il mittente di un sms o di una chiamata, così da far apparire sullo schermo del cellulare il vero numero di banche o uffici di carabinieri e polizia. Dopodiché entra in gioco la tradizionale manipolazione psicologica: c'è un parente nei guai con la giustizia, con un'improvvisa necessità economica o a cui è stata clonata la carta di credito, per cui ha un urgente bisogno di soldi. Un fiume di parole che travolge le persone più vulnerabili non dando loro il tempo di riflette e reagire.
La truffa era raffinata ancora di più dall'utilizzo di strumenti che, grazie a programmi di intelligenza artificiale, consentivano ai denunciati di camuffare le proprie voci clonando quelle dei parenti delle vittime. Creavano così una situazione di estremo realismo a cui era quasi impossibile fuggire. La tecnologia, però, non è bastata a sfuggire alle indagini dei carabinieri che hanno denunciato 44 persone, presunte responsabili di 39 episodi di truffe riuscite o tentate tra il novembre 2025 e maggio 2026.
Recuperata refurtiva per un milione di euro
I militati hanno incrociato accertamenti bancari su carte e conti correnti, analizzato tabulati telefonici e immagini di videosorveglianza, scansionato banche dati e social media. Oltre ai denunciati, i carabinieri sono riusciti a recuperare parte della refurtiva sottratta, composta da denaro in contanti, oro e gioielli per un valore che si stima superiore a 900 mila euro. Il totale del bottino messo insieme dal gruppo nel corso dei messi sarebbe più alto, contando anche i bonifici eseguiti dalle povere vittime, convinte di aiutare una persona cara.