"Uscite il meno possibile, indossate la mascherina, mantenete le distanze e igienizzate spesso le mani". È l'appello lanciato da Christian, paziente Covid, ai suoi coetanei, da una stanza dell'hotel Sheraton Parco de' Medici di Roma, che a partire dallo scorso giovedì ospita pazienti positivi anche sintomatici, anche in terapia con l'ossigeno. Il ventitreenne, sulla strada della guarigione, intervistato da Fanpage.it ha parlato al telefono salutandoci attraverso il vetro della finestra di una delle 169 stanze della struttura, la più grande del Lazio adibita ad essere un Covid Hotel. Christian, chiuso nella sua camera legge, parla al cellulare con amici e famigliari, resta aggiornato sulle ultime notizie riguardanti l'andamento dell'emergenza coronavirus nel Lazio, per trascorrere il tempo in attesa di poter far finalmente ritorno a casa. Ha raccontato la sua esperienza con la malattia, dalla quale fortunatamente sta uscendo e ha spiegato di trovarsi lì non potendo isolarsi da solo nella sua abitazione.

"Ho avuto difficoltà a respirare, mi è servito l'ossigeno"

"Sto bene, a parte i primi giorni in cui mi sentivo spossato, avevo dolori muscolari e articolari – spiega Christian – ho avuto difficoltà a muovermi e bisogno dell'ossigeno per riuscire a respirare bene". Il ventitreenne ha raccontato com'è vivere in un Covid Hotel: "Possiamo uscire fuori dalla stanza solo per posare il materiale sporco e per prendere i sacchetti dei pasti. Veniamo visitati due volte al giorno, di mattina e di pomeriggio, momenti in cui ci vengono presi i parametri, per verificare che sia tutto ok". Christian attraverso Fanpage ha poi voluto rivolgere un appello ai suoi coetanei: "Il Covid non colpisce solo le persone anziane o con patologie pregresse, ma anche i giovani, uscite il meno possibile e indossate sempre la mascherina, mantenete le distanze ed igienizzate sempre le mani".

Lo Sheraton Parco de' Medici è il primo Covid Hotel del Lazio

Lo Sheraton Hotel Parco de' Medici oltre che pazienti asintomatici o con sintomi lievi ha accolto persone con sintomi, anche con difficoltà respiratorie, che hanno contratto una polmonite da Covid, ancora bisognose di ossigeno. L'attivazione del centro come presidio territoriale ha come obiettivo quello di alleggerire la pressione degli ospedali, accogliendo pazienti dimessi, che non possono inoltre terminare la quarantena a casa. Al momento delle 169 stanze 93 sono occupate. "Sono pazienti che anno almeno dieci giorni di sintomi, sono in condizioni stabili, necessitano di ossigenoterapia e di terapia endovenosa, ma non in continuo e ad alto flusso – ha spiegato intervistata da Fanpage Simona Amato, direttore sanitario della Asl Roma 3 – che possono venire a finire il loro percorso di ricovero nella struttura dove sono presenti medici e infermieri".

Di Alessia Rabbai e Simona Berterame