Chi sono i gemelli pugili Roberto e Mirko Natalizi arrestati per aver massacrato due giovani a Fiumicino

Sul ring di faceva chiamare ‘Terminator' Mirko Natalizi, pugile professionista arrestato insieme al fratello gemello Roberto per il tentato omicidio di un diciannovenne a Piazzale Mediterraneo a Fiumicino nella notte tra il 14 e il 15 giugno 2026. Una storia di violenza nata da una molestia sulla fidanzata del giovane all'ingresso del Dadaumpa, lido e locale notturno dove Roberto lavorava come addetto alla sicurezza. Pesanti apprezzamenti da cui è scoppiata una lite, che si sarebbe dovuta risolvere con un incontro chiarificatore. Si è trattato, invece, di una trappola in cui i due gemelli avrebbero colpito il 19enne più volte con una spranga, aggredendo poi anche un amico del ragazzo intervenuto per difenderlo. Una storia che ricorda quella dell'omicidio di Willy Monteiro Duarte a Colleferro, ma che per fortuna si è conclusa diversamente.
Mirko e Roberto Natalizi, il passato da pugili dei due arrestati
Sin da ragazzini, Mirko e Roberto Natalizi, classe 1995 di Acilia, hanno condiviso il ring per allenamenti e match fino ad arrivare entrambi alla boxe professionistica. Come loro anche il fratello maggiore, Giuliano, campione italiano della categoria cadetti del 2007 e arrestato per spaccio a Ostia nell'agosto 2017. Mirko esordisce nel 2018 e termina la sua carriera nel 2024 con un record di 13 vittorie e una sconfitta in incontri ufficiali, Roberto disputa solo il match di debutto nel 2019. Negli ultimi anni lavorava come addetto alla sicurezza nel locale Dadaumpa di Fiumicino, a Piazzale Mediterraneo. Qui, in una serata di metà giugno, da ubriaco avrebbe rivolto pesanti apprezzamenti a sfondo sessuale nei confronti della fidanzata del 19enne.
La rissa la sera prima del pestaggio
Il ragazzo non sarebbe stato a guardare rispondendo a Natalizi, che a quel punto si è lanciato all'attacco. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della questura, il trentenne lo avrebbe colpito più volte al volto con dei pugni a cui il 19enne ha risposto. La lite non si sarebbe conclusa lì: il 30enne, infatti, lo avrebbe minacciato di colpirlo con qualche arma e di investire con l'auto lui e gli amici che erano presenti.
Il giorno successivo Roberto Natalizi è risalito all'identità del diciannovenne, riuscendo a ottenere il suo nome e cognome e inviandogli anche una richiesta di amicizia sui social. A quel punto sarebbe scattata la trappola, organizzata con l'aiuto di una conoscenza comune tramite cui il pugile ha organizzato un incontro per chiarire lo screzio avuto la sera prima. L'appuntamento è stato fissato davanti al locale dove era avvenuta la rissa, ma il 19enne è stato attirato in un'angolo più nascosto di piazzale Mediterraneo.
Prognosi di 45 giorni per il 19enne
Una volta arrivato, uno dei due gli avrebbe lanciato della sabbia in faccia. Il diciannovenne avrebbe tentato di fuggire, ma è stato stato raggiunto. I due, uno dei quali armato anche di un bastone, lo avrebbero colpito più volte mentre lo tenevano fermo per il collo. Nell'aggressione sarebbe rimasto ferito anche un amico del ragazzo, intervenuto nel tentativo di difenderlo. A interrompere il pestaggio sarebbe stata una persona presente sul posto, che è riuscita ad allontanare i due aggressori.
Il ragazzo vittima dell'aggressione è stato trasportato in ospedale, dove gli sono stati diagnosticati la frattura delle ossa dell'orbita sinistra e dello zigomo e un versamento ematico alla mascella, con prognosi di 45 giorni. Al momento si trova ancora al nosocomio, dove potrebbe subire un'intervento di chirurgia plastica. Dopo i fatti, il Dadaumpa ha subito uno stop all'attività notturna di 15 giorni. Mentre Roberto, non in servizio durante l'aggressione secondo quanto riferito dal titolare a La Repubblica, sarebbe stato licenziato.
L'avvocato della vittima: "Rischiato un nuovo caso Willy Monteiro"
"Si è sfiorata una tragedia, un nuovo caso Willy Monteiro", ha dichiarato il legale della vittima, l’avvocato Francesco Paolantonio. Le modalità e la ferocia del pestaggio non possono che ricordare quanto successo il 6 settembre 2020 a Colleferro, quando il ventunenne venne ucciso di botte dai fratelli Marco e Gabriele Bianchi, condannati all'ergastolo, e da Francesco Belleggia e Mario Pincarelli, rispettivamente a 23 e 21 anni di carcere.