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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

Caso Orlandi, lunedì il voto sulla Commissione d’inchiesta. La famiglia di Emanuela: “Noi ci saremo”

Saranno presenti in Aula lunedì prossimo, 20 marzo, i familiari di Emanuela Orlandi: “Assisteremo alla discussione, confidiamo in una risoluzione veloce”, ha dichiarato a Fanpage.it l’avvocata Laura Sgro.
A cura di Beatrice Tominic
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L'avvocata Laura Sgro e i manifesti affissi nell'autunno 2022 in occasione dell'uscita della docuserie "Vatican Girl".
L'avvocata Laura Sgro e i manifesti affissi nell'autunno 2022 in occasione dell'uscita della docuserie "Vatican Girl".
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È atteso per lunedì prossimo, 20 marzo 2023, la discussione del voto in aula per avviare la Commissione d'inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi, avvenuta nel giugno di quaranta anni fa. Ad assistere in aula, l'intera famiglia Orlandi, a partire dal fratello Pietro da sempre in prima linea per conoscere la verità, come confermato a Fanpage.it dall'avvocata Laura Sgro: "Lunedì è previsto il voto alla camera, ci saranno i familiari di Emanuela ed io con loro: confidiamo in una risoluzione e in un voto veloce – ha spiegato – Ci saremo, questa è la cosa più importante: ci farà piacere sentire la discussione e sapere come la Camera risponderà".

La discussione e il voto in aula

"Credo sia giunto il momento che la commissione venga realmente istituita: prima succede, meglio è – ha continuato l'avvocata Sgro – L'interesse comune credo sia quello di assistere ad una commissione veloce in modo tale da far partire i lavori il prima possibile".

A differenza di quanto accaduto con il Vaticano, che nel corso dell'inchiesta aperta lo scorso gennaio non ha mai avuto un confronto diretto con la famiglia Orlandi, se non tramite un'email in cui scrivono che saranno disponibili per un colloquio soltanto a chiusura delle indagini, l'auspicio è che la Commissione possa avvalersi dell'aiuto di Pietro Orlandi.

"Verrà sicuramente sentito dalla Commissione d'inchiesta: sarà una delle prime persone ad essere ascoltate, se non la prima, nel corso dei lavori della Commissione – ha aggiunto l'avvocata – Pietro è la memoria storica della sparizione della sorella, una sorta di archivio vivente rispetto a questa vicenda: meglio di lui nessuno può contribuire alla ricerca della verità. Ci aspettiamo che la famiglia possa essere coinvolta per dare il proprio contributo alla ricostruzione, soprattutto Pietro che da quaranta anni continua ad esprimersi sempre in prima linea". Poi ha puntualizzato: "Quando la commissione comincerà, se non lo faranno loro, saremo noi a chiedere che Pietro che venga ascoltato".

La Commissione per scoprire cosa è accaduto ad Emanuela

La Commissione Bicamerale di inchiesta è stata annunciata nel mese di dicembre dello scorso anno per fare chiarezza sui tre cold case romani, fra i più famosi della cronaca italiana: le scomparse di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori e il delitto di via Pome, con la morte di Simonetta Cesaroni.

"Il fine di tutti è quello di cercare di sapere cosa è realmente successo ad Emanuela", ha continuato l'avvocata di Emanuela Orlandi. "Nel caso c'è un grande non detto: l'evidenza che il Vaticano sa più di quanto dice", aveva dichiarato Carlo Calenda all'indomani della notizia della bicamerale.

"Forse è intervenuto il Vaticano", aveva invece aggiunto Morassut poco meno di un mese fa, quando la prima riunione per il voto è saltata su richiesta del governo "per approfondimenti".

"Credo che il fine di tutti sia quello di cercare di sapere cosa di fatto è successo ad Emanuela – ha continuato oggi l'avvocata Sgro – Nonostante la burocrazia, l'iter sta andando avanti: se votano come ci auguriamo fra lunedì e martedì, potrebbe presto essere calendarizzato anche il voto in Senato ed entro un mese e mezzo potremo già conoscere i membri della commissione: è stata richiesta una procedura d'urgenza, non i tempi non dovrebbero essere troppo lunghi".

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