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Aggiornamenti sul caso Emanuela Orlandi

“Caso Orlandi, depistaggi come Ustica: le indagini portano in Vaticano”: Malerba parla in commissione

Fra le persone convocate in commissione d’inchiesta Orlandi-Gregori, oltre a personaggi dei BMovie e a una compagna di classe di Mirella, anche il procuratore Malerba.
A cura di Beatrice Tominic
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Emanuela Orlandi.
Emanuela Orlandi.
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Il caso di scomparsa di Emanuela Orlandi come la strage di Ustica, "sottoposto a sofisticassimi depistaggi, ma con moventi e in circostanze diverse" Questo è quanto dichiarato dal procurato Giovanni Malerba in commissione bicamerale d'inchiesta sui casi di scomparsa di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, ascoltato nella giornata di oggi, 19 febbraio 2026.

Oltre a lui, nel corso della giornata, sono stati ascoltati anche personaggio che hanno preso parte ai BMovie e le cui parole, quindi, potrebbero rivelarsi utili nel filone di indagine "sui cinematografari" e una compagna di classe di Mirella Gregori. Senza dubbio, però, l'audizione più interessante sembra essere quella del procuratore che, nel 1997, è stato incaricato di redigere la requisitoria finale della seconda inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. In quell'occasione ne chiese la chiusura, indicando, però, nuovi spunti investigativi sui quali, a suo avviso, si sarebbero dovuti svolgere accertamenti. Ed è proprio di quegli spunti che ha parlato in commissione.

Malerba in commissione: "Dal Vaticano troppi silenzi"

Una volta arrivato davanti ai commissari, il pm ha consegnato un'ampia documentazione al senatore Andrea De Priamo. Poi ha ricordato: "Nella requisitoria del 1997  l'ho definito un caso romano perché non volevo rischiare querele ma la mia sensazione è che l'ambiente sia un ambiente Oltretevere", ha dichiarato pensando a un possibile sequestro prima di ricordare le tre rogatorie in Vaticano rimaste inevase: "Sono silenzi come questi che potrebbero aver ostacolato la risoluzione del caso".

Un ulteriore dubbio emergerebbe dal livello di conoscenza sui fatti italiani e vaticani dei presunti sequestratori che, secondo Malerba, sarebbero stati professionisti: "La loro professionalità era di livello tale da non potersi ritenere che sia stata opera di sprovveduti o delinquenti comuni, c'era a monte qualche altro soggetto e sono portato ad escludere che fosse orchestrato per la liberazione di Alì Agca".

A sinistra Giovanni Paolo II, a destra Ali Agca, ritenuto il responsabile dell’attentato al papa.
A sinistra Giovanni Paolo II, a destra Ali Agca, ritenuto il responsabile dell’attentato al papa.

Nel frattempo, però, erano sempre maggiori i gruppi che provavano a rivendicare il sequestro: "Tutti erano in possesso di elementi dimostranti un contatto con Emanuela, ma nessuno era in grado di dimostrare l'esistenza in vita dell'ostaggio, a cui si aggiunge anche l'accertata inesistenza di taluni soggetti – ha spiegato – Tutto ciò si aggiunge all'operazione di depistaggio mirata ad inclinare il quadro probatorio e a sviare gli inquirenti dalla individuazione dei responsabili e del reale movente del sequestro".

Il coinvolgimento della Banda della Magliana secondo Malerba

Nel corso del suo intervento ha passato in rassegna altre piste.  "Escludo anche la tratta delle bianche di cui pure si è parlato molto e anche quella familiare – ha spiegato – Se veramente i contatti che il Vaticano ha avuto sulla linea telefonica riservata avessero evidenziato un quadro di responsabilità della famiglia Orlandi con un coinvolgimento addirittura del Pontefice, allora il Vaticano avrebbe tutto l'interesse a farsi avanti". Mentre non esclude il coinvolgimento della Banda della Magliana: "Non ho prove ma potrebbe essere stata convocata da qualcuno e avereun ruolo per così dire nello smaltimento".

Un'ipotesi che potrebbe riportare alla Casa del Jazz e agli scavi in corso proprio in questi giorni. "Devono sfondare un muro di cemento armato per andare avanti – ha spiegato Pietro Orlandi a Fanpage.it oggi, direttamente dalla Casa del Jazz, precedentemente appartenuta ad Enrico Nicoletti, ritenuto il tesoriere della Badna – Non so se questo muro sia stato alzato da Nicoletti e da altri. sia stata fatta da Nicoletti o da qualcun altro. Evidentemente in quei sotterranei c'è qualcosa da nascondere".

Pietro Orlandi.
Pietro Orlandi.
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