Caso Orlandi, Accetti parla per sei ore in Commissione. L’avvocato: “È in buona fede, vuole dare spunti”

"Accetti non vuole passare per mitomane", ha detto l'avvocato Giancarlo Germani, uno dei legali di Marco Fassoni Accetti, ascoltato per sei ore giovedì 26 marzo dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. In più luoghi e occasioni Accetti ha sostenuto di aver avuto un ruolo nel rapimento della ragazza vaticana scomparsa il 22 giugno 1983. "Ha detto delle cose riscontrate e riscontrabili ma poi è la magistratura che deve indagare", ha aggiunto il legale, che non ha partecipato alla seduta secretata a differenza del collega Paolo Grillo
Sei ore di udienza in cui, come affermato dall'avvocato Germani, ribadisce che l'uomo considerato a lungo un ‘supertestimone' ha presentato alla Commissione ha presentato un memoriale che fornisce "uno spaccato e degli spunti". Inoltre il racconto ristabilirebbe la credibilità del suo assistito, persa agli occhi di molti fra cui il fratello di Emanuela, Pietro Orlandi. Alcune sue ipotesi, infatti, si sarebbero "verificate a posteriori da alcune testimonianze".
"Accettti sta dando la possibilità, a chi voglia ricostruire i fatti, di ricostruirli – ha aggiunto l'avvocato -. L'occasione dell'audizione davanti alla commissione potrebbe essere utile. Dipende se è stato chiamato in un'ottica di approfondire o se è stato chiamato per una definizione tombale di certe situazioni". Non è, però, certo che il fotografo sia stato chiamato a rispondere sulla sparizione di Emanuela Orlandi, quanto su quella della coetanea Mirella Gregori, scomparsa il 7 maggio 1983. Nel corso di un'altra audizione era stato chiamato a parlare il barista che lavorava nel bar dei genitori della migliore amica di Mirella: quando la deputata pentastellata Stefania Ascari gli ha mostrato la foto di Accetti da giovane, lo ha riconosciuto come uno dei clienti fissi del bar.
Scomodando un paragone con la strage di Ustica, l'avvocato Germani ha anche parlato del caso Orlandi nella sua complessità: "Verità che si intuiscono, ma non si possono dire. Sono 42 anni di depistaggi e ricatti incrociati; è una situazione sicuramente dolorosa". Ma rassicura circa la buona fede del suo cliente: "Credo che sia mosso da intenti positivi. Vuole dare un contributo". Eppure anche la stampa gli ha fatto notare che la stessa versione di Accetti potrebbe aver allontanato gli investigatori dalla verità. "Non lo escludo – ha concluso l'avvocato -, ma non ho motivo di pensarlo".