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Bruzzone indagata per stalking, la criminologa: “Falsità, non ho niente da nascondere”

La criminologa è indagata dalla procura per presunti attacchi online alla pedagogista Elisabetta Sionis. Indagini ora a Roma, Bruzzone respinge tutto: “Accuse false”.
A cura di Francesco Esposito
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Roberta Bruzzone
Roberta Bruzzone

È notizia di oggi che la criminologa Roberta Bruzzone è indagata per stalking. Secondo la procura di Cagliari avrebbe agito condotte persecutorie nei confronti della pedagogista e giudice del Tribunale dei minori della città sarda, Elisabetta Sionis. I pubblici ministeri contestano a Bruzzone e ad altre tre persone di aver perseguitato Sionis attraverso chat e post sui social con anche fotomontaggi volgari e allusioni sessuali. La criminologa, proprio nelle scorse ore, ha contestato le accuse con un lungo comunicato: "Io non ho nulla da nascondere. Chi costruisce accuse false, invece, prima o poi dovrà rispondere di ogni singola parola. E questa volta, fino in fondo".

I contrasti per il tentato femminicidio di Valentina Pitzalis

Le indagini del pubblico ministero Gilberto Galassi sono partite dalla denuncia di Sionis, che sarebbe entrata in contrasto con Bruzzone per motivi professionali. Le due erano state assunte come perite di parte nel processo sulla vicenda di Valentina Pitzalis, donna sopravvissuta a un tentato femminicidio nel 2011 da parte del marito, che le diede fuoco e che morì nell'incendio da lui stesso appiccato. Pitzalis era affiancata da Bruzzone, mentre Sionis assisteva la suocera Roberta Mamusa, la quale continua ancora oggi a sostenere la tesi dell'innocenza del figlio, nonostante le evidenze di quanto avvenuto ormai quindici anni fa.

In particolare, a Bruzzone il pubblico ministero contesta sei post pubblicati sui social nell'arco di quattro anni, che sarebbero stati riferiti proprio a Sionis. In merito a questi post, Bruzzone ha dichiarato che si tratta di messaggi "che non hanno alcuna riconducibilità a Sionis né diretta né indiretta, totalmente scollegati dalle contestazioni mosse agli altri indagati e pubblicati nell’arco di 4 anni". Sarebbero post in cui Bruzzone si lamenta "di essere spiata ossessivamente da una serie di profili fake", ma anche, dice, "privi, allo stato, di certezza circa la loro effettiva esistenza".

Indagata anche Elisabetta Sionis, l'inchiesta passa a Roma

La vicenda è complessa e intricata. Infatti, anche Bruzzone ha sporto varie denunce contro Sionis, fra cui una per calunnia. Strumento legale che starebbe valutando anche in merito ad alcuni articoli giornalistici sulla vicenda pubblicati oggi. E nell'ambito della stessa inchiesta sarebbe indagata anche la stessa Elisabetta Sionis per vari post scritti nel 2019. Nel suo caso, però, il capo d'imputazione è per diffamazione aggravata. Infatti, anche Bruzzone avrebbe sporto varie denunce contro Sionis, fra cui una per calunnia. Strumento legale che starebbe valutando anche in merito ad alcuni articoli giornalistici sulla vicenda pubblicati oggi.

Nel comunicato, in merito alle indagini del procuratore, Bruzzone continua:"Desta non poche perplessità il fatto che il dott. Gilberto Ganassi, non abbia mai ritenuto di convocarmi per un interrogatorio nonostante io l’abbia chiesto e nonostante l’esistenza di denunce incrociate, plurime e reiterate da anni, molte delle quali formalmente sporte dalla sottoscritta".

Inoltre ci sarebbero elementi di incompatibilità fra le indagini della procura di Cagliari e il lavoro di Elisabetta Sionis come giudice onorario presso il Tribunale dei minori locali anche lo scorso luglio. Il lavoro della procura cagliaritana, inoltre, sarebbe fondato "su un presupposto viziato alla radice, in quanto incardinata dinanzi a un'autorità giudiziaria territorialmente incompetente". Intanto, il fascicolo è stato passato alla procura di Roma ed è nel Tribunale capitolino che si deciderà se Roberta Bruzzone andrà a processo o meno.

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