Bomba sul pianerottolo di un palazzo a Latina: esplosione nella notte in piazza Aldo Moro

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Piazza Aldo Moro a Latina (Foto da Google Maps)
L’ordigno, probabilmente una bomba carta, ha danneggiato pavimento e pareti senza provocare feriti. I carabinieri indagano sul movente.

Una bomba è esplosa nella notte sul pianerottolo di un palazzo in piazza Aldo Moro a Latina, danneggiando pavimento e pareti dell’androne. Nessuno è rimasto ferito. I carabinieri stanno indagando per capire chi fosse il destinatario dell’attentato e quale fosse il movente. I primi accertamenti, secondo quanto emerso, porterebbero a Daniele Nardone, 44 anni e con legami con alcuni nomi noti della criminalità pontina, che vive in uno degli appartamenti affacciati sul punto in cui è stato collocato l’ordigno.

L'esplosione al primo piano della palazzina

L’esplosione è avvenuta poco prima di mezzanotte al primo piano dell’edificio, dove si trovano sia uffici sia abitazioni. L’ordigno sarebbe stato probabilmente una bomba carta. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Latina, insieme ai vigili del fuoco, chiamati per verificare eventuali danni strutturali. È arrivata anche un’ambulanza, ma nessuno è rimasto ferito nel botto.

Il possibile obiettivo dell'attentato

L’attenzione degli investigatori si concentra in particolare su Daniele Nardone. Il 44enne è fratello di Mario Nardone, già noto alle cronache giudiziarie locali e in passato bersaglio di altri gruppi criminali. È inoltre cognato di Maurizio Santucci, che nel 2010 è stato ferito a colpi di pistola e l'anno scorso è stato vittima di un attentato esplosivo. Al momento, però, non è stato chiarito se l’ordigno fosse effettivamente destinato a Daniele Nardone né quale possa essere la ragione dell’intimidazione.

Rilievi e testimonianze

I carabinieri hanno effettuato i rilievi per cercare tracce utili. Nella notte sono state ascoltate anche i residenti degli immobili del pianerottolo coinvolto dall'esplosione: due uffici, che in quel momento erano chiusi, e un’abitazione occupata dagli affittuari. Dalle prime testimonianze non sarebbero arrivati elementi decisivi. Gli investigatori stanno quindi verificando anche la presenza di telecamere di videosorveglianza nella zona che possano aver ripreso chi ha piazzato la bomba o i suoi spostamenti subito dopo l’esplosione. Le indagini proseguono per ricostruire con precisione l’accaduto e verificare eventuali collegamenti con precedenti episodi che hanno coinvolto ambienti della criminalità locale.

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