Bimba di 10 mesi soffocata per sbaglio nel sonno dal papà: aperto fascicolo, oggi autopsia

La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio colposo sulla morte della bambina di appena 10 mesi di Rieti deceduta domenica 22 febbraio al policlinico Gemelli dopo essere stata schiacciata nel sonno dal padre. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto l'autopsia sul corpicino della piccola: i medici legali la effettueranno gli esami nella giornata di oggi venerdì 27 febbraio. Al momento l'inchiesta è a carico di ignoti, ma i pubblici ministeri vogliono fare chiarezza sulle cause che hanno portato al decesso della bimba.
La famiglia ha nominato un consulente di parte
Non è ancora da escludere del tutto una morte per cause naturali ancora da accertare. Sono molti i casi documentati ogni anno di bambini entro il primo anno di vita che perdono la vita durante il sonno pur non soffrendo di particolari patologie. Anche per questo la famiglia della bimba ha nominato un consulente tecnico di parte, esperto in anatomia patologica e medicina legale, che assisterà all'autopsia.
Morta bambina di 10 mesi al Gemelli, sarebbe stata schiacciata dal padre
Stando alle prime ricostruzioni, la piccola stava dormendo con i genitori nella stanza da letto del loro appartamento in piazza Tevere a Rieti. Durante la notte fra sabato e domenica il padre si sarebbe girato nel sonno finendo per sovrastare il corpo della figlia. Solo al risveglio, nella mattinata di domenica, la coppia si sarebbe accorta che la figlia non reagiva. La piccola presentava un colorito cianotico e un respiro quasi assente. A quel punto hanno immediatamente chiamato il numero unico per le emergenze 112, chiedendo l’intervento dei soccorsi.
Prima i soccorsi al De Lellis di Rieti, poi il trasporto a Roma
Le sue condizioni sono apparse disperate già all’arrivo al pronto soccorso dell’ospedale San Camillo De Lellis del capoluogo reatino. Le manovre di rianimazione di medici e infermieri sono durate a lungo, nell'attesa che arrivasse l'elisoccorso per il trasferimento in una struttura attrezzata per la gestione di casi così gravi. La piccola è quindi arrivata al Policlinico Gemelli nella mattinata di domenica. Al momento del ricovero nel reparto di terapia intensiva, la bambina si trovava in uno stato di grave ipossia, cioè di carenza prolungata di ossigeno. Secondo quanto riferito, l’arresto cardiaco sarebbe durato a lungo, provocando un danno cerebrale irreversibile. Nonostante i tentativi dei medici, la sera del 22 febbraio il cuore della piccola ha smesso di battere.