Attacco hacker alla Sapienza, servizi in ripresa ma studenti preoccupati: “Ora certezze sulla privacy”

Dopo l‘attacco hacker di domenica 1 febbraio, i servizi informatici dell'università La Sapienza di Roma stanno poco alla volta tornando in funzione. Il sito uniroma1.it e il portale per gli studenti Infostud risultano ancora irraggiungibili, ma venerdì 6 febbraio è stato ripristinato l'Identity Management di Ateneo, ed è nuovamente possibile l’autenticazione ai principali servizi federati: la piattaforma di e-learning, la biblioteca online e altri.
Fra gli studenti, però, resta la preoccupazione per il furto di dati sensibili. "Non abbiamo ancora la certezza che i nostri dati sensibili privati, come ad esempio i certificati medici, non siano nelle mani di qualcuno", dice a Fanpage.it Ilaria Vinattieri di Udu-Sinistra universitaria. "Vogliamo certezze sulle conseguenze di questo attacco rispetto alla garanzia della nostra privacy", commenta invece Matilde di Cambiare Rotta, "chiediamo inoltre che, date le problematiche causate dall’interruzione regolare dei servizi in piena sessione, sia garantita l’apertura a tutti gli studenti, della sessione d’esame straordinaria di marzo-aprile".
Tornano in funzione i primi servizi alla Sapienza
Attraverso i suoi canali social la Sapienza ha comunicato nella serata di ieri che, grazie anche al supporto dei tecnici dell'Agenzia per la Cybersicurezza nazionale, l'infrastruttura informatica è stata bonificata. Nel corso delle prossime ore verranno riattivati tutti i servizi che erano stati bloccati dopo l'attacco che ha portato al furto di centinaia di migliaia di dati e alla conseguente richiesta di riscatto.
Intorno alle 16 di venerdì 6 febbraio l'ateneo ha comunicato che sono di nuovo disponibili, "tramite il sistema di autenticazione di Ateneo, i seguenti servizi: Applicativi U-GOV, E-learning (Moodle), Gmail e Google Apps UNIROMA1.IT, Media Library Online, Protocollo informatico (Titulus), Registro trattamento dati DPM, Zoom". Si raccomanda anche di non utilizzare la rete internet dell'università.
Gli studenti: "Come tornare indietro nel tempo"
Si dovrebbe quindi concludere a breve una settimana complicata per studenti, docenti e personale. "Si è creato un sistema vecchio stampo, molto anni Ottanta", racconta Ilaria di Udu-Sinistra Universitaria, "gli studenti si sono presentati agli appelli e venivano registrate le presenze direttamente sul posto. Per gli orali spesso tutti venivano convocati alla stessa ora e poi suddivisi in fasce orarie successive. Questo ha generato un certo panico e molta confusione: in alcuni casi troppe persone per lo stesso appello, mancanza di elenchi chiari. Però, da quello che ci risulta, tutti gli esami si sono svolti e nessuno è stato escluso o impossibilitato a sostenere la prova", aggiunge.
Per venire incontro alle perplessità e allo spaesamento, sono stati istituiti degli infopoint, "anche se non in tutte le facoltà e non in tutti gli edifici", sottolinea Ilaria. Mentre Matilde di Cambiare Rotta aggiunge che "nella maggior parte dei casi hanno solamente aumentato il carico di lavoro sulle portinerie che si sono trovate a dover rispondere alle domande degli studenti su appelli d’esame, piani di studio e gestione della situazione emergenziale".
Udu: "Situazione affrontata meglio del previsto"
Tutto sommato nessun grande intoppo, soprattutto grazie alla proroga di tutte le scadenze, dalle rate delle tasse alla verbalizzazione degli esami e alla presentazione delle domande per l'Erasmus. "La situazione è stata affrontata meglio rispetto ad altre difficoltà che la Sapienza ha avuto in passato", commenta Ilaria.
Resta però la preoccupazione per i dati personali trafugati e ci si chiede se quanto successo fra domenica e lunedì non possa accadere di nuovo. "Se questo è potuto succedere a nostro avviso è a causa del pessimo funzionamento generale dei server dell’ateneo", dice Matilde, "dovuto allo scarso investimento che su questi fa la governance d’ateneo, lasciandoli in mano spesso a provider privati non adeguati a gestire non solo emergenze del genere ma neanche il normale e quotidiano funzionamento dei servizi".
Un punto su cui Udu-Sinistra Universitaria concorda: "Il sito fa fatica nella quotidianità e spesso va in down nei giorni di scadenza delle tasse per il sovraccarico – aggiunge Ilaria -. Inoltre presenta frequenti bug ed è chiaro che non si tratta di un sistema particolarmente in salute o pronto a difendersi da un attacco hacker".
Le domande sul futuro della sicurezza informatica delle università vanno oltre i confini della cittadella di viale Aldo Moro. "C’è un definanziamento generale dell’università pubblica: quando il Ministero taglia le risorse, tutte le università sono costrette a decidere dove tagliare", ricorda Ilaria. "Forse questo episodio farà riflettere sul fatto che i sistemi digitali non sono un ambito su cui si può risparmiare. Probabilmente, non essendoci mai stato un precedente di questo tipo per un’università pubblica, non si era mai affrontato il tema con questo livello di serietà".