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Assolto dall’aver ucciso sua moglie in crociera: “Nessuna prova, potrebbe essere fuggita in Cina”

Nelle motivazioni della sentenza di assoluzione di Daniel Belling dall’omicidio volontario e occultamento di cadavere di sua moglie si ipotizza che Li Yingley sia scesa di nascosto dalla nave da crociera e sia tornata in Cina.
A cura di Alessia Rabbai
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Li Yingley non è stata uccisa e nascosta dal marito sulla nave da crociera nel Mediterraneo, ma potrebbe essersene andata da sola di nascosto, per non dover rendere conto a nessuno ed essere tornata in Cina. È un'ipotesi che i giudici non escludono. Nelle motivazioni della sentenza della Corte d'Assise d'Appello infatti viene spiegato il perché dell'assoluzione di Daniel Belling dall'accusa di aver ucciso la trentaseienne di origini cinesi, mentre erano in vacanza assieme ai figli e di averne nascosto il cadavere tra il 9 e il 20 febbraio del 2017.

Li Yingley potrebbe essere tornata in Cina

Con la sentenza di secondo grado i giudici ritengono che forse Li Yingley non sia mai morta e che non ci sono prove per condannare Belling per omicidio. Forse la donna potrebbe aver deciso di "scomparire", approfittando della vacanza, per allontanarsi dalla sua famiglia. I giudici, come riporta Il Corriere della Sera, nelle motivazioni della sentenza scrivono che: "La possibilità di uscire dalla nave senza essere registrato sussiste".

Forse sarebbe scesa di nascosto dalla nave da crociera il 13 febbraio al porto di Katakolon in Grecia per poi tornare in Cina. Belling non ne avrebbe denunciato la scomparsa perché si era allontanata altre volte, anche per alcuni giorni, senza avvisare. Ciò non si può escludere, dato che non sono stati fatti controlli sulla sua effettiva presenza in Cina. Belling è stato arrestato il 20 febbraio scorso, quando è sceso dalla nave da crociera al porto di Civitavecchia senza sua moglie.

Belling condannato in primo grado a 26 anni di carcere

La sentenza di maggio scorso ha ribaltato quella di primo grado nella quale era stato condannato a ventisei anni di carcere per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Belling, turista tedesco residente in Iranda, difeso dagli avvocati Luigi Conti e Laura Camomilla, era ritenuto responsabile, poi assolto in secondo grado, di aver ucciso sua moglie nella cabina all'interno della quale alloggiavano e di essersi sbarazzato del cadavere mettendolo all'interno di un trolley, che avrebbe lanciato nel mare. Il corpo non è stato mai ritrovato.

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