"Chiederò l'intervento dell'Esercito e la chiusura di alcune zone". Sono le parole del sindaco di Cassino Enzo Salera, che ha pubblicato su Facebook un lungo post con tanto di foto, che ritrae le persone in piazza nonostante i divieti, mentre infrangono le misure di contenimento al contrasto del coronavirus stabilite dal nuovo Dpcm del Governo. L'immagine di ieri pomeriggio, sabato 7 novembre, immortala tavoli vuoti, per effetto del decreto che ne impone la chiusura al pubblico alle ore 18 nelle zone gialle, nelle quali è compreso anche il Lazio, ma nonostante questo, le persone si ritrovano comunque in strada per chiacchierare nel fine settimana senza rispettare la distanza di sicurezza di almeno un metro, alcune senza indossare la mascherina. Un comportamento che ha scatenato l'ira del primo cittadino, il quale ha annunciato che correrà presto ai ripari già dalla prossima settimana, con provvedimenti seri. Il Comune della Ciociaria ieri contava 360 casi, a fronte dei 60 registrati nella prima ondata dell'emergenza. I ricoveri ad oggi ammontano a dieci.

"La situazione è drammatica"

"Gli ospedali sono pieni già da qualche giorno e con difficoltà riescono ad accogliere malati. Per questo motivo purtroppo a Cassino nella prossima settimana sarà aperto un reparto ospedaliero dedicato solo ai malati Covid. Un'ipotesi che per lunghi mesi avevamo scongiurato ma che purtroppo è arrivata" ha spiegato il sindaco, definendo la situazione "drammatica". "Se il governo ha ordinato la chiusura dei bar e ristoranti alle ore 18 non è perché al presidente Conte o ai ministri non piaccia lo spritz, o per il masochismo di voler fare male a migliaia di attività commerciali: è stato fatto per evitare assembramenti".

"Chiedo l'Esercito in strada e la chiusura di alcune zone"

Il sindaco ha informato la popolazione di aver già comunicato al Prefetto la sua preoccupazione e che in settimana chiederà ufficialmente una presenza fissa delle forze dell'ordine e, se fosse possibile, anche dell'Esercito, oltre a delle ordinanze di chiusura di intere zone. "Una misura triste – ha spiegato il primo cittadino – ma che sono costretto a prendere. Se non corriamo subito ai ripari, la Sanità si troverà velocemente nella terribile situazione di non poter curare tutti. Come è avvenuto lo scorso marzo a Bergamo, con migliaia di morti".