Arrestato commercialista dei Parioli: 2500 lavoratori con cooperative “usa e getta”, frode da 14 milioni di euro

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I finanzieri hanno scoperto una frode di 14 milioni di euro e 2500 lavoratori assunti con cooperative “usa e getta”. Ai domiciliari un commerialista romano dei Parioli, sequestri preventivi per otto persone indagate.

Cooperative "usa e getta" attraverso le quali erano assunti 2500 lavoratori e una frode che conta ben 14 milioni di euro. È quanto scoperto dai finanzieri del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma coordinati dalla Procura della Repubblica, che hanno arrestato e messo ai domiciliari un commercialista romano del quartiere Parioli a Roma, indiziato per aver ricoperto il ruolo di regia contabile e amministrativa della frode. I militari hanno inoltre fatto un sequestro preventivo, per un valore superiore ai 14 milioni di euro, nei confronti di otto persone, tutte indagate. Un'operazione che ha visto le Fiamme Gialle impagnate tra le province di Roma, Latina e Viterbo. A stabilire i provvedimenti è il giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Roma.

Fatture false per prestazioni mai eseguite

I lavoratori venivano impiegati nei settori della ristorazione, della vigilanza privata e dei servizi alle imprese attraverso quattro cooperative consorziate, che avevano solo la funzione di schermo giuridico, ossia di separare il patrimonio e la responsabilità dei soci o degli amministratori da quelli della società stessa. In realtà erano loro ad assumere formalmente 2.478 lavoratori, i quali venivano poi stabilmente impiegati presso altre aziende, attraverso contratti fittizi di appalto o di distacco di personale.

Le cooperative facevano fatture false per prestazioni mai eseguite, consentendo alle imprese che ne beneficiavano di abbattere drasticamente il proprio carico fiscale e contributivo, anche grazie all'esibizione di Durc falsificati. Documenti contraffatti o alterati, per far risultare in regola un’azienda che in realtà ha debiti con Inps, Inail o Casse Edili. Il sistema prevedeva inoltre che, una volta accumulati debiti milionari e che l'Erario non avrebbe potuto riscuotere, le cooperative venissero poste in liquidazione o avviate a procedure concorsuali, per essere immediatamente sostituite da nuove strutture societarie, pronte a rigenerare lo stesso meccanismo illecito.

Il denaro trovato in intercapedini e doppifondi

Le indagini complesse dei finanzieri del 6° Nucleo Operativo Metropolitano coordinate dalla Procura hanno scoperchiato "un sodalizio criminale dedito ai reati tributari mediante un sistematico schema di dichiarazione fraudolenta, tramite emissione e utilizzo di fatture false, omessa dichiarazione, indebita compensazione di crediti d'imposta fittizi e omesso versamento di Iva e ritenute fiscali". Denaro che è stato trovato grazie alle strumentazioni tecniche del Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata (Scico), specializzato nella ricerca di intercapedini e doppifondi, e alle unità cinofile del Gruppo di Fiumicino.

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