Gli studenti del collettivo Zero Alibi dello storico liceo Giulio Cesare di Roma, quello raccontato dalla famosa canzone di Antonello Venditti, hanno denunciato quella che loro definiscono una vera e propria censura da parte della preside. Secondo i ragazzi, infatti, la dirigente scolastica avrebbe bocciato alcuni corsi proposti per la Settimana dello Studente.  "Tra i corsi che avevamo intenzione di proporre, ne avevamo programmato uno sull'aborto, uno sull'identità di genere e un altro sull'occupazione fascista dei Balcani ma ci sono stati censurati dalla nostra preside, con motivazioni che riteniamo assurde", hanno raccontato sui social network.

I corsi ‘censurati' dalla preside

A loro dire la preside avrebbe risposto che un corso sull'aborto potrebbe "istigare le persone ad abortire" e quello sull'indentità di genere sarebbe irrealizzabile perché "l'identità di genere non esiste". Per quanto riguarda la questione dei Balcani, "in questo caso ci è stato detto che ‘non sarebbe stato svolto secondo un punto di vista oggettivo'".

Per gli studenti quello della dirigente scolastica è "un pregiudizio puramente ideologico". Secondo loro la preside, nei fatti, avrebbe impedito "di fare informazione, parlare e sensibilizzare su temi fondamentali come questi, dei quali non si parla davvero per niente nel luogo che più dovrebbe formarci come cittadini e cittadine consapevoli, ovvero la scuola. Da sempre riteniamo e ribadiamo che la scuola debba essere un luogo di dibattito e di confronto, riflessione, di crescita culturale ma soprattutto personale ed essere censurati così va a confermare ancora una volta il fatto che da questo punto di vista c'è ancora molto da fare".

La preside del liceo romano, contattata da Repubblica, ha dichiarato che "il programma è stato approvato dal Collegio docenti dopo ampia discussione". Tuttavia gli studenti saranno nuovamente ricevuti per discutere delle motivazioni che hanno portato all'approvazione di quel programma.