“Aiutare mia figlia con autismo costa oltre 1000 euro in un centro convenzionato: è questa la sanità pubblica?”

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“Oggi puoi accedere a percorsi di qualità solo se hai i soldi, altrimenti resti solo”, la lettera a Fanpage.it della mamma di una giovane con autismo.

Stai vivendo una condizione di difficoltà con la tua famiglia, forse anche legata alle conseguenze caro vita, tra bollette alle stelle, casa introvabile e uno stipendio che non basta mai? Se hai una storia da raccontare, non esitare a contattarci. Scrivi all'indirizzo segnalazioni@fanpage.it o compila questo form.

"Si parla spesso di inclusione, sostegno alle famiglie e aiuto concreto alle persone con autismo. Sui social, nei convegni e nelle campagne istituzionali sentiamo parole bellissime. Ma la realtà che molte famiglie vivono ogni giorno è ben diversa". A condividere la sua storia con Fanpage.it oggi è Roberta (nome di fantasia, ndr), che ha scritto un messaggio in cui racconta la sua esperienza come mamma di una ragazza di vent'anni neurodivergente alla ricerca di un modo per garantire la sua inclusione sociale.

"Avevo scritto queste righe in un commento sulla pagina Facebook della Sanità della Regione Lazio – spiega Roberta raggiunta da Fanpage.it – Dove si riempiono la bocca di tutte queste cose bellissime che fanno. Volevo far capire loro, però, che c'è anche un'altra faccia della medaglia e che la salute nella nostra regione è anche questo: cifre altissime che non vengono richieste da un ente privato, ma da un'associazione convenzionata dalla Asl. Quante sono le famiglie che possono davvero permettersi queste spese?"

Il racconto di Roberta: "Ho trovato il centro specializzato, ma costa troppo"

"Da mamma di una ragazza con neurodivergenza , ho cercato un centro che potesse offrire un percorso ABA orientato all'inclusione sociale, alla comunicazione e all'espressione emotiva. Dopo tante ricerche, finalmente ne ho trovato uno vicino casa – ricorda Roberta – Ho parlato con una dottoressa preparata, gentile ed estremamente empatica. Ero felice. Pensavo di aver trovato una risposta concreta a un bisogno reale".

Ma la soddisfazione per aver individuato ciò che faceva al caso suo, si è presto spenta. "Sono arrivati i costi – spiega, prima di elencare le varie voci – Valutazione iniziale (12 ore): 899 euro; Parent Training mensile: 94 euro; Consulenza familiare mensile: 117 euro; Consulenza psicologica individuale settimanale: 77 euro a seduta. In pratica, oltre 1.000 euro solo per iniziare il percorso e circa 530 euro al mese per proseguire".

"Prezzi troppo alti: l'inclusione non può essere un privilegio"

A fronte dei prezzi, Roberta è rimasta molto amareggiata. "La domanda che mi pongo è semplice: quante famiglie possono permetterselo? – si chiede – Perché l'inclusione non può essere un privilegio riservato a chi ha disponibilità economiche elevate. Non possiamo continuare a dire alle famiglie che esistono percorsi, terapie e supporti fondamentali per il benessere dei loro figli se poi, nei fatti, l'accesso è limitato da costi che molti non possono sostenere", ribadisce.

"Chi vive ogni giorno accanto a una persona con autismo affronta già sfide enormi, emotive, organizzative ed economiche. Aggiungere anche il peso di spese così elevate significa lasciare indietro tante persone". E poi precisa: "Non sto criticando i professionisti, che hanno competenze e meritano di essere retribuiti. Sto chiedendo alle istituzioni di interrogarsi su un tema fondamentale: l'accesso alle cure, al supporto e all'inclusione deve essere un diritto reale, non una possibilità riservata a pochi – puntualizza –  Perché oggi, purtroppo, la sensazione è che se hai i soldi puoi accedere a percorsi di qualità. Se non li hai, resti solo. E questa non è inclusione", ha poi concluso nella lettera indirizzata alla Regione Lazio.

"Le famiglie non chiedono privilegi – conclude poi a Fanpage.it – Chiedono solo che i diritti sanciti sulla carta possano diventare realtà nella vita quotidiana".

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