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Aggredisce la compagna incinta e minaccia di ucciderla: arrestato un 48enne a Pomezia

Botte, insulti e minacce alla compagna, anche quando era incinta: dopo anni di violenze, arriva la denuncia. E i carabinieri trasferiscono l’uomo violento in carcere.
A cura di Beatrice Tominic
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Botte, insulti, violenze. Una situazione invivibile e drammatica che non si è fermata neanche quando la donna si è trovata ad affrontare periodi di gravidanza. È quanto scoperto nei giorni scorsi dai carabinieri della compagnia di Pomezia che hanno eseguito un mandato di custodia cautelare in carcere nei confronti di un cittadino un quarantottenne già noto alle forze dell'ordine, compagno della donna, poiché gravemente indiziato del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi, aggravati dalla reiterazione delle condotte.

Violenze e aggressioni: cosa è successo a Pomezia

Una situazione insostenibile quella vissuta da una donna di 45 anni che da tempo era costretta a subire violenze e vessazioni da parte del compagno. Ingiurie e offese costanti volte a umiliarne la dignità, minacce di morte frequenti e aggressioni fisiche anche molto violente. Aggressioni che, con botte e percosse, sono avvenute anche nei periodi in cui la quarantacinquenne si trovava in gravidanza, comportando eventuali rischi letali.

Al culmine dell'ennesimo episodio di violenza, la donna ha raggiunto la caserma dei carabinieri di Pomezia e ha raccontato loro cosa succedeva nella sua abitazione. Ha sporto denuncia nei confronti del compagno, permettendo così ai militari di agire.

Le indagini dei carabinieri e l'arresto del quarantottenne violento

Non appena ricevuta la denuncia della quarantacinquenne i carabinieri della stazione di Pomezia hanno iniziato a svolgere le indagini per cercare di raccogliere più elementi possibili. Al termine degli accertamenti, i carabinieri sono riusciti a raccogliere numerosi e gravi indizi di colpevolezza e del pericolo per l'incolumità della donna a carico dell'uomo.

Per questa ragione è stato chiesto e ottenuto dall'Autorità giudiziaria l'applicazione della misura massima, come previsto dalla Legge n.181 del 2 dicembre 2025. L'uomo è stato raggiunto dai militari, che lo hanno accompagnato presso il carcere di Velletri, dove resta a disposizione dell’Ufficio G.I.P. del Tribunale di Velletri.

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