La storia di Roma cede all'esigenze della viabilità. Dopo più di un secolo non ci saranno più sampietrini sulle vie storiche del centro della capitale. Il cantiere per il rifacimento di via IV Novembre e via Cesare Battisti, le due strade che collegano Via Nazionale con Piazza Venezia, è quasi concluso. Non ci saranno più i cubetti di selcio, che resteranno solo ai lati della carreggiata, a largo Magnanapoli e a piazza Venezia, a testimonianza dell'evoluzione della pavimentazione di Roma.

Comune: "I sampietrini pregiudicano la sicurezza del traffico"

Troppi i problemi che i sampietrini avevano portato alla viabilità, soprattutto in quelle strade del centro in cui passavano veicoli in continuazione. Traffico che aveva portato, secondo quanto scritto nel bando indetto dalla Raggi per l'affidamento del cantiere, a "formazione di ormaie (ndr, impronta che si forma in seguito al passaggio ripetuto di ruote dei veicoli) ed avvallamenti su parecchi tratti che pregiudicano la sicurezza del traffico”.

I sampietrini risalgono a Papa Sisto V nel 1585

Chiamato così perché usato per la prima volta in piazza San Pietro, il sampietrino inizia a invadere le strade del centro con Papa Sisto V Peretti, che nel 1585 abbandona il sistema dei mattoni e inizia a mettere i cubetti di selcio. Così nasce l'arte dei selciaroli, artigiani dei sampietrini oramai scomparsi. I romani rimangono legati ai sampietrini, ma conoscono le difficoltà. Su 705 voti espressi nel sondaggio lanciato da Fanpage.it dopo l'annuncio della Raggi di togliere i sampietrini da alcune strade di Roma, il 69% è a favore della scelta del Comune.

In via Nazionale ci sarà una nuova pista ciclabile

L'intervento alle strade del centro, avviato durante il lockdown, ha avuto finora un costo complessivo di 2,5 milioni di euro. Rientra nel Piano sampietrini del Campidoglio e prevede anche il rifacimento di via Nazionale, la via che unisce il centro a stazione Termini. Si inizierà nei prossimi mesi e sarà costruita anche una nuova pista ciclabile.