Abusa più volte dello stesso minore nella metro a Roma, arrestato 60enne

Avrebbe molestato più volte un ragazzo di 16 anni mentre prendeva la metropolitana per andare a scuola. Per questo un uomo di 60 anni è stato posto agli arresti domiciliari dai carabinieri del comando di Piazza Venezia, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma. L’accusa contestata è violenza sessuale aggravata ai danni di un minorenne.
Gli abusi, infatti, sarebbero stati reiterati nel tempo, trasformando la mattina di un giovane in un incubo. Sono almeno sei gli episodi contestati e si sarebbero verificati in un periodo di circa tre settimane. Le prime molestie risalgono infatti al 15 febbraio, mentre l’ultimo episodio ricostruito dagli inquirenti è avvenuto il 6 marzo scorso.
Le molestie sulla metro C di Roma
Il provvedimento cautelare è stato emesso al termine di un’indagine coordinata dalla Procura di Roma. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori e riportato nelle sei pagine dell’ordinanza firmata dalla gip Marisa Mosetti, l’uomo avrebbe preso di mira il sedicenne mentre utilizzava la linea C della metropolitana, su cui viaggiava per raggiungere la scuola ogni mattina.
Come si legge nel capo d'imputazione il sessantenne, "con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso", era solito avvicinarsi al ragazzo all’interno dei vagoni della metro approfittando dell’affollamento dei passeggeri e degli spazi ristretti. In quel contesto, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe costretto il minorenne "con violenza a subire atti sessuali" attuando una vera e propria persecuzione. Infatti, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti "cercava di posizionarsi sempre nel vagone del denunciante, anche scendendo da un vagone e risalendo su quello nel quale aveva individuato la vittima".
L'arresto in flagranza da parte dei carabinieri
Proprio durante una di questi episodi di abusi i carabinieri hanno raggiunto il sessantenne arrestandolo in flagranza di reato. I militari lo hanno individuato alla fermata di Grotte Celoni, in direzione Colosseo, mentre "tergiversava prima di accedere al vagone, come se stesse cercando qualcuno".
L'interrogatorio di garanzia dell'indagato ha dato elementi a supporto della colpevolezza dell'uomo. Il sessantenne, infatti, non ha risposto alle domande del gip ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee "ammettendo i fatti e mostrandosi pentito" e ha "giustificato la sua condotta come un atto di debolezza e con l'equivoco sulla disponibilità della persona offesa, pur ammettendo di non aver mai ottenuto il consenso da parte del ragazzo". Dichiarazioni che per la gip "non rassicurano circa la capacità dell'uomo di contenere il proprio impulso". Proprio per questa mancanza di controllo è stato individuato un pericolo di reiterazione che ha reso necessario disporre gli arresti domiciliari.