A Roma scienziati di tutto il mondo per il congresso su 250 anni di clima dal 16 al 18 settembre

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CNR
Dal 16 al 18 settembre al CNR di via Taurini a Roma è in programma il congresso ACRE 2026 su data rescue, clima estremo e AI. A promuoverlo è AISAM.

Ricostruire la storia del clima degli ultimi 200-250 anni, salvare milioni di documenti meteorologici dispersi nel mondo, digitalizzare osservazioni antiche per capire gli estremi climatici del passato e prepararsi a quelli del futuro. È il tema del congresso internazionale ACRE 2026 – Atmospheric Circulation Reconstructions over the Earth – promosso da AISAM – Associazione Italiana di Scienza dell’Atmosfera e Meteorologia.

L'iniziativa è programma a Roma a partire da oggi, mercoledì 16, a venerdì 18 settembre presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, nella sede di via Taurini 19, a pochi minuti dalla stazione Termini. Un evento che riunisce scienziati, ricercatori e istituzioni da tutto il mondo per discutere di data rescue, intelligenza artificiale applicata alla climatologia, ricostruzioni storiche di alluvioni, siccità, tempeste, cicloni e altri fenomeni estremi.

A organizzarlo è un comitato internazionale guidato da Rob Allan, Project Manager di ACRE, insieme a Alessandro Ceppi, Dimitra Founda, Veronica Manara, Maurizio Maugeri, Marina Baldi, Dino Zardi e Michele Brunetti: alcune delle principali istituzioni europee nel campo della ricerca climatica. Per consultare il programma completo dell'evento visitare la pagina ufficiale di AISAM.

Un archivio globale per capire il clima che cambia

L’obiettivo del meeting è recuperare osservazioni meteorologiche storiche da regioni e periodi ancora inesplorati, trasformare documenti cartacei in dati digitali e integrarli nelle grandi reanalisi climatiche globali. Argomenti di confronto saranno le nuove tecniche di estrazione dati, AI e machine learning, citizen science. Ma anche progetti che stanno riportando alla luce registrazioni meteorologiche dimenticate: dai log di bordo delle navi danesi alle serie storiche italiane, dai bollettini africani alle osservazioni del Sud-est asiatico.

Tre giorni di interventi, workshop e collaborazioni internazionali

Il programma prevede sessioni dedicate alle reanalisi del XX secolo, ai dataset europei pre-1900, alle ricostruzioni delle tempeste storiche, ai progetti educativi nelle scuole, fino alle analisi dei grandi estremi climatici del passato. Tra gli interventi attesi ci sono quelli di Ed Hawkins, Philip Brohan, Victoria Slonosky, Stefan Brönnimann, Carlota Corbella, Roger Stone, Hisayuki Kubota, Christa Pudmenzky e molti altri esperti internazionali. Ci saranno inoltre momenti di networking, una cena sociale alla Casa dell’Aviatore e un tour panoramico della città.

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