A Roma nel 2025 smog e polveri sottili nei limiti, la provincia più inquinata del Lazio è Frosinone

Per la prima volta a Roma nel 2025 non si sono registrati superamenti dei limiti di biossido di azoto. Qualità dell'aria in miglioramento a Roma e nel Lazio è quanto emerge dai nuovi dati diffusi dall’Arpa Lazio attraverso il report "Dati e trend sulla qualità dell’aria nel Lazio 2021–2025". Dati che che evidenziano un netto miglioramento della situazione ambientale nella regione e, in particolare, nella Capitale. Arpa Lazio li ha comunicati due giorni fa, nel corso della conferenza stampa. Nel 2025 per la prima volta appunto non si sono registrati superamenti dei limiti di biossido di azoto (NO₂), l’inquinante maggiormente legato al traffico veicolare.
Anche le polveri sottili PM10 e PM 2.5 si mantengono stabilmente al di sotto delle soglie previste dalla normativa. Maglia nera della regione va al Frusinate con la zona della Valle del Sacco. Questi sono i principali risultati. "L’analisi pluriennale restituisce un quadro complessivamente positivo, soprattutto per Roma, dove si osserva una stabilizzazione delle concentrazioni anche nelle stazioni più esposte al traffico" ha spiegato il direttore generale di Arpa Lazio Tommaso Aureli, sottolineando il ruolo dei sistemi avanzati di monitoraggio nel supportare le politiche ambientali.
I principali risultati del report di Arpa Lazio sulla qualità dell'aria
Il Lazio nell'analisi per il report è diviso in quattro macro-zone: agglomerato di Roma, Valle del Sacco, zona Appenninica e zona Litoranea. La situazione più difficile è nella Valle del Sacco, dove il PM10 supera spesso i limiti e dove l’inquinamento atmosferico si somma a un quadro ambientale già compromesso.
Nessuna delle tredici centraline di monitoraggio presenti nell’agglomerato romano ha rilevato superamenti dei limiti fissati dal decreto legislativo 155/2010. I livelli medi annui di NO₂ sono rimasti sotto i 40 µg/m³, mentre le stazioni storicamente più critiche per il PM10 hanno registrato un significativo calo dei giorni di superamento. Livelli contenuti anche nelle province di Rieti, Viterbo e Latina e un miglioramento diffuso nella provincia di Roma.
Le criticità restano nel Frusinate, specialmente per quanto riguarda la Valle del Sacco, soprattutto per il PM10, anche se in diminuzione. Qui l’inquinamento resta un problema strutturale, legato sia al traffico che alle attività produttive.
Il Lazio migliora ma valori non più accettabili con la nuova normativa
La nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria dal 2030 introdurrà limiti più stringenti. In questo contesto, la Regione Lazio, in collaborazione con Arpa, ha già avviato i lavori per l’elaborazione del nuovo Piano regionale di risanamento della qualità dell’aria.
Roma, pur rientrando nei limiti attuali, mostra valori che con la nuova normativa non saranno più accettabili. Dunque c'è un miglioramento, ma non sarà abbastanza per le esigenze il futuro. Per rispettare i nuovi limiti serviranno politiche più incisive sul traffico, interventi strutturali nelle zone industriali e strategie coordinate tra Regione, Comuni e cittadini.