A Ottavia la piazza mai nata tra rifiuti e degrado, il comitato: “Da anni è terra di nessuno”

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Le "piscine" del centro commerciale Gulliver a Ottavia
Tra via Camilla Ravera e il centro commerciale Gulliver di Ottavia, a Roma, l’area prevista come piazza pubblica è ancora nel degrado. MenteCivica chiede al Comune un’intervento concreto per sbloccare la manutenzione.

Qui ci sarebbe dovuta essere una piazza con aree verdi, fontane e uno spazio a forma di anfiteatro a disposizione dei cittadini, ma da troppi anni ormai è un luogo lasciato alla totale incuria con rifiuti, topi e grate divelte. Siamo a Ottavia, nel Municipio XIV di Roma, nello spazio fra via Camilla Ravera e il centro commerciale Gulliver. Qui, nonostante la diffida mandata lo scorso agosto dal Campidoglio al concessionario affinché si prenda cura dell'area – compito che gli spetterebbe per la convenzione di assegnazione -, la situazione è ancora immobile. "Il problema è che da anni le competenze vengono rimpallate tra amministrazione e proprietà e quell'area è diventata una sorta di terra di nessuno", commenta a Fanpage.it Domenico Ciardulli, vicepresidente del comitato MenteCivica Ottavia-Palmarola. "Chiediamo al Campidoglio di assumere un ruolo di regia".

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Il problema di manutenzione della piazzetta del Gulliver

Questo spazio, anche conosciuto come "le piscine" dagli abitanti della zona, è nato alla fine degli anni Novanta insieme alla costruzione del centro commerciale Gulliver. Nell'accordo fra il costruttore e il Comune per la concessione dell'area rientrava anche la realizzazione di alcune opere pertinenziali con il meccanismo degli oneri a scomputo. Fra queste anche la piazza di via Ravera, che nel progetto doveva essere destinata a iniziative della cittadinanza. Al di sotto, accessibili tramite una rampa a spirale, il parcheggio e alcuni box.

"Oggi quella piazza e l'area verde versano in uno stato di forte degrado – aggiunge Ciardulli -. Ci sono molti rifiuti e alcuni punti che riteniamo pericolosi, anche perché la zona è frequentata da adolescenti. L'area è stata oggetto di sopralluoghi della commissione Patrimonio dell'Assemblea Capitolina". A ostacolare un intervento deciso per la riqualificazione dell'area ci sono alcuni problemi di legittimità. Nel 2017 il costruttore, l'impresa Di Veroli, ha dichiarato il fallimento e molti locali sono finiti all'asta. Due anni dopo, in sede di asta giudiziaria, un imprenditore ne ha acquistati molti e ha ereditato la concessione fatta da Roma Capitale. "Da quanto ci è stato riferito dal dipartimento Urbanistica – aggiunge Ciardulli -, il problema riguarda quindi soprattutto la manutenzione", che il nuovo concessionario non vorrebbe sobbarcarsi.

Le diffide al proprietario dal dipartimento Urbanistica

"Dallo scorso anno qualcosa si è mosso e il dipartimento ha iniziato a inviare delle diffide. Ne è stata mandata anche una con la minaccia di revocare il titolo edilizio al proprietario che detiene la quota maggiore, dopo aver acquistato diversi locali all'asta", prosegue il vicepresidente di MenteCivica. "In un primo momento il proprietario non avrebbe risposto, poi è intervenuto attraverso un avvocato. Successivamente il dipartimento ha effettuato nuovi accertamenti sul posto e ha deciso di rivolgersi a entrambi i condomìni in cui è articolato il centro commerciale, chiedendo di intervenire sulla manutenzione e sulla sistemazione dei garage", oggi invasi dai rifiuti, giacigli di senza tetto e oggetti risultati rubati dalla chiesa vicina. Inoltre "alcuni commercianti avevano comprato prima del fallimento e sostengono di aver già sostenuto tutti gli oneri previsti. È comprensibile che oggi si chiedano perché dovrebbero caricarsi di ulteriori spese", spiega.

"Per circa vent'anni, però, secondo noi il Comune si è disinteressato della vicenda – aggiunge Ciardulli -. Le cose hanno cominciato a muoversi quando le associazioni hanno iniziato a segnalare con insistenza i problemi: rifiuti, incendi, episodi di spaccio e situazioni di pericolo. Anche la Polizia Locale ha effettuato un sopralluogo e redatto una relazione, ma sul posto la situazione non è cambiata".

La richiesta per una regia pubblica

Alcuni isolati interventi hanno provato a risollevare le sorti della piazza. Nel 2022 il Municipio ha eseguito un'operazione di pulizia dell'area e installato delle panchine. Nel giugno 2025 si è provato a dargli un nuovo aspetto con due murales che dovevano essere l'inizio di un più ampio progetto di rigenerazione urbana. Tutti tentativi che non hanno inciso sulla quotidianità degli abitanti, che adesso vorrebbero si ingranasse una marcia più alta. "Chiediamo all'assessore all'Urbanistica Maurizio Veloccia e alla commissione Patrimonio di assumere un ruolo di regia, convocando tutti i commercianti e cercando una soluzione condivisa, anche valutando un sostegno dell'amministrazione. Bisogna capire come dividere responsabilità e costi senza mettere in difficoltà i commercianti, che sono lavoratori e hanno bisogno di risposte chiare", insiste Ciardulli.

Da qui la proposta al Comune di organizzare una grande assemblea – "magari all'interno del cinema del centro commerciale" – con la partecipazione di cittadini, negozianti e tecnici. "L'amministrazione potrebbe occuparsi della sistemazione e della manutenzione della piazza destinata all'uso pubblico, mentre i proprietari potrebbero intervenire sui box, sui parcheggi sotterranei e sulle strutture di loro competenza. Le spese potrebbero essere ripartite sulla base dei millesimi, ma serve una regia pubblica che garantisca una soluzione equilibrata". Questa la proposta di MenteCivica Ottavia-Palmarola, che inquadra la questione in "un problema è anche più generale – conclude Ciardulli -: troppo spesso le periferie vengono trascurate e nella zona nord-ovest di Roma ci sono diverse opere e questioni rimaste irrisolte".

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