A che punto sono gli scavi alla Casa del Jazz per le ricerche di Emanuela Orlandi e del giudice Adinolfi

Si torna a scavare alla Casa del Jazz per la ricerca di resti del giudice Paolo Adinolfi ed Emanuela Orlandi. Dopo qualche settimana di blocco dei lavori fra la fine dell'anno scorso e l'inizio del 2026, sono stati organizzati nuovi sopralluoghi per definire il tipo di lavoro necessario da svolgere nei cunicoli che attraversano i sotterranei della struttura.
Come appreso da Fanpage.it, però, si tratta soltanto di una prima fase che anticiperà quella operativa, con la ripresa effettiva degli scavi. Come avvenuto già la scorsa settimana, anche questa mattina tutti coloro che possono eventualmente concorrere nelle valutazioni tecniche, come i vigili del fuoco, hanno preso parte al sopralluogo. Difficile dire se siano emerse delle novità rispetto agli elementi già raccolti in precedenza.

L'attività che si sta svolgendo in queste settimane prevede dei sopralluoghi: a quello eseguito stamattina probabilmente ne seguirà un altro la settimana prossima.
A cosa servono i sopralluoghi alla Casa del Jazz in corso
Questi appuntamenti servono per valutare semplicemente le condizioni fisiche e materiali dell'area sottostante alla Casa del Jazz. Soltanto una volta compreso lo stato dei luoghi, infatti, sarà possibile indicare con certezza un elenco dei possibili punti da prendere in considerazione per accedere agli spazi interessati e le modalità di scavo.
Di fatto il sopralluogo eseguito oggi replica più o meno quello della settimana passata: sono appuntamenti di studio e analisi che continueranno anche nel corso delle prossime ispezioni tecniche necessarie prima di accedere agli spazi per poter continuare le ricerche, scattate nell'autunno scorso.

Perché si cercano i resti di Paolo Adinolfi sotto alla Casa del Jazz
A battersi affinché venissero aperte le ricerche sotto alla Casa del Jazz è stato per lungo tempo il collega Guglielmo Muntoni che da quasi trent'anni sostiene che è proprio dalla ex Villa Osio, appartenuta fra la fine degli anni Novanta e il Duemila, a Enrico Nicoletti, considerato dagli inquirenti il tesoriere della Banda della Magliana. Lo stesso Adinolfi, scomparso il 4 luglio del 1994, avrebbe avuto dei legami con il boss della Banda della Magliana mentre lavorava alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Roma, incarico che ha ricoperto fino a poco prima di sparire nel nulla in un sabato di inizio luglio.

Lo stesso incarico lo ha portato a lavorare sul crollo di alcuni colossi finanziari e ad indagare sui rapporti che tali società avevano con gruppi criminali. Fra le azienda analizzate, ad esempio, Fiscom, intorno a cui ruotavano figure dei Servizi Segreti e della malavita organizzata e per cui venne condannato in primo grado proprio Nicoletti, ma anche l'Ambra Assicurazioni.
Emanuela Orlandi e la Casa del Jazz: perché si cercano anche i resti della quindicenne
Secondo alcuni pm, però, oltre al corpo del giudice Paolo Adinolfi, sotto alla Casa del Jazz potrebbero trovarsi i resti anche di Emanuela Orlandi: è quanto sostengono alcuni che hanno riportato la possibilità anche al fratello della quindicenne scomparsa nel 1983, Pietro. A fronte di alcuni filoni d'indagine, che vedrebbero il coinvolgimento anche della Banda della Magliana nel caso di scomparsa di Emanuela Orlandi, secondo alcuni potrebbe trattarsi di un'ipotesi verosimile. A fornire certezze, però, sarà soltanto l'ingresso nei cunicoli e le verifiche sul posto.