video suggerito
video suggerito

Renzi a Juncker: “Non ci facciamo telecomandare”

Il Presidente del Consiglio polemico con il numero uno della Commissione UE: “L’Italia deve farsi sentire con determinazione, con la gentilezza e il garbo che le sono propri. E’ finito il tempo in cui qualcuno pensa di telecomandarci da fuori”.
A cura di Davide Falcioni
37 CONDIVISIONI
Video thumbnail
Immagine

Nuovo scontro verbale a distanza tra il Presidente del Consiglio Matteo Renzi e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker. Il premier, in visita alla Reggia di Caserta, ha dichiarato: "Noi stiamo rispettando tutti gli impegni ma diciamo con franchezza che l'Europa deve essere identità e cultura, idealità. Non fare polemiche assurde sul niente". Renzi ha aggiunto che l'Europa non è "solo un'accozzaglia di regolamenti", regole che "rispettiamo tutti" ma che il Vecchio Continente "è un grande ideale o non è". Il Presidente del Consiglio ha quindi aggiunto: "L'Italia deve farsi sentire con determinazione, con la gentilezza e il garbo che le sono propri. E' finito il tempo in cui qualcuno pensa di telecomandarci da fuori". Infine: "Per ogni centesimo investito in sicurezza, un centesimo va investito in cultura: così si salva l'Europa, non con i discorsi sugli zero virgola". "L'Europa si salva mettendo in piedi il principio per cui tutto ciò che serve per difendere il nostro paese e il nostro continente nel mondo deve essere fatto con investimenti nella difesa, ma ciò che ci fa diventare grandi è la bellezza, la cultura e l'educazione".

L'intervento di Renzi rappresenta una replica al durissimo attacco lanciato ieri da Juncker, che nel corso di una conferenza stampa ha detto: "Probabilmente a fine febbraio mi recherò in Italia, perché l'atmosfera tra Roma e la Commissione non è delle migliori”. “Io amo molto Renzi, ma non capisco perché debba insultare il lavoro della Commissione a ogni occasione. Io tengo la mia irritazione in tasca e evito di esprimermi come lui si rivolge a me perché questo non sempre risolve le cose, ma si smetta di pensare che sono naif, perché non lo sono”. Il numero uno della Commissione ha poi aggiunto, innervosito: "Sono stato sorpreso nel sentire dire da Renzi che è stato lui a introdurre la flessibilità alla fine del semestre europeo di Presidenza italiana, perché sono stato io. E l’Italia non dovrebbe criticare troppo la Commissione perché siamo stati noi a introdurre la flessibilità contro la volontà di alcuni Stati membri che molti dicono dominare l'Europa”.

37 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views