Mentre continuano le polemiche sul reddito di cittadinanza, tra i bassi importi e le critiche al social media manager dell’Inps, i primi beneficiari della misura hanno ricevuto la card attraverso cui viene erogato il sussidio. Proprio oggi hanno ritirato agli sportelli delle Poste le prime card su cui hanno trovato già l’importo caricato. Quindi chi ha ricevuto il messaggio via sms o via mail ed è stato convocato in questi giorni ha già iniziato a ricevere la tessera. Per decidere chi dovesse ricevere prima la card è stato fatto un calcolo sulla base di un algoritmo che ha tenuto in considerazione anche il momento in cui è stata presentata la domanda.

La card è stata consegnata (e verrà consegnata anche nei prossimi giorni) ai beneficiari con tanto di pin e già carica e attiva. Con la tessera, non distinguibile da qualsiasi altra carte delle Poste, è possibile anche effettuare un bonifico al mese, purché venga effettuato allo sportello. Sarà possibile effettuare il bonifico da indirizzare al proprio proprietario di casa se si è in affitto o alla banca in caso di mutuo. Si tratta di una normale carta di debito, su cui però non possono confluire somme da altre fonti. È inoltre prevista la possibilità di prelevare fino a un massimo di 100 euro a persona: il massimo, sulla base della scala di equivalenza in caso di famiglie numerose, è di 210 euro mensili. La carta non si può usare per spese per giochi con vincite in denaro e il reddito va speso nel giro di un mese dall’accredito, altrimenti l’importo verrà tagliato del 20% nel mese successivo.

La polemica sul reddito all'ex brigatista

Intanto alle polemiche si aggiunge quella su alcuni destinatari del beneficio. Soprattutto uno: Raimondo Etro, ex brigatista rosso, condannato a venti anni e sei mesi di carcere per concorso nell’omicidio del giudice Palma e nella strage di via Fani, quando venne rapito Aldo Moro e uccisa la sua scorta. È stato lui stesso a comunicare di aver ricevuto l’sms di conferma attraverso un post – con tanto di foto del messaggio – pubblicata su Facebook. E oggi si difende dalle accuse: “Si sono scatenate le polemiche perché, in quanto disagiato e invalido civile, l'INPS ha accettato la mia domanda per il Reddito di Cittadinanza. Mi chiedo. Cosa dovrei fare visto che non ho altri mezzi di sostentamento? Se siete così indignati, protestate per farmelo togliere”.

Il presidente dell’Inps Tridico si scusa

Dopo le polemiche per i messaggi scritti dal profilo social ‘Inps per la famiglia’, il presidente dell’istituto di previdenza, Pasquale Tridico, si è scusato personalmente con un lungo comunicato stampa: “Inps si scusa per alcuni toni utilizzati per la gestione della pagina Facebook ‘Inps per la Famiglia’, che non rispecchiano i valori e la missione dell’Istituto. Obiettivo di Inps, e della Pubblica Amministrazione in generale, deve essere quello di creare un dialogo costante e trasparente per avvicinarsi ai cittadini. L’Istituto comprende il disappunto che la vicenda può aver creato. Pertanto, s’impegna a predisporre il necessario affinché quanto accaduto non si possa ripetere in futuro”.

Tridico parla di un caso particolare: “Ho letto di una cittadina che afferma che sarebbe stata ammessa al Reddito di Cittadinanza per ricevere un sussidio di importo inferiore a quello che riceveva per il ReI. Stiamo eseguendo tutte le necessarie verifiche, ma l’ipotesi in questione è veramente remota, essendo il RdC una misura più generosa del ReI. In ogni caso è evidente che, ove mai un caso del genere dovesse verificarsi, al cittadino che non aveva terminato la fruizione del ReI, sarà assicurato il trattamento più favorevole”. Infine, Tridico rivolge un invito agli utenti: “Per informazioni sulle proprie situazioni specifiche invito a non usare i canali social dell’Istituto, che devono rispondere solo a commenti inerenti agli aspetti tecnici generali delle prestazioni erogate da Inps”.