Dopo l’approvazione della legge di Bilancio, si avvicina il decreto che stabilirà le regole del reddito di cittadinanza. Entro metà gennaio il provvedimento verrà approvato in Consiglio dei ministri e intanto circolano alcune bozze, di cui una visionata dal Messaggero insieme alla relazione tecnica che la accompagna. L’ultima versione prevede nuovi paletti e restrizioni. Il che vuol dire una platea di beneficiari ristretta. I nuclei familiari coperti saranno 1 milione e 375mila. Per una spesa, a regime, di 8,1 miliardi di euro l’anno. Per il primo anno, il 2019, la spesa sarà comunque minore, partendo la misura ad aprile. Basteranno 6,1 miliardi di euro, quelli stanziati dalla legge di Bilancio. La platea si riduce di circa un milione di famiglie. Si passa da 2,2 milioni delle prime simulazioni alle attuali 1,3 milioni di oggi. Anche grazie ai nuovi paletti introdotti nella bozza del decreto.

Quali saranno i paletti

La prima restrizione riguarda l’Isee. In questo caso si conferma il reddito massimo annuale di 9.360 euro. Viene esclusa dal conteggio del patrimonio immobiliare la prima casa, ma il totale non può essere superiore ai 30mila euro. Non si potranno, inoltre, avere depositi in conto corrente o altri valori mobiliari come azioni e obbligazioni sopra i 6mila euro. Questa soglia viene aumentata di 2mila euro per ogni componente in più della famiglia, fino a un massimo di 10mila euro. Se nel nucleo familiare ci sono disabili, la somma può aumentare di altri 5mila euro.

Altro parametro è il reddito familiare, ovvero le entrate monetarie della famiglia. Il tetto è di 6mila euro l’anno, che possono essere aumentati del 40%, quindi 2.400 euro, per ogni componente maggiorenne. E di 1.200 per ogni minorenne. Il tetto massimo può essere di 12.600 euro. Nel caso in cui la famiglia viva in una abitazione in affitto, la soglia di partenza sale a 9.360 euro. Per quanto riguarda la pensione di cittadinanza, invece, il reddito annuo non deve essere superiore ai 7.560 euro.

Altri paletti fissati sono quelli riguardanti il possesso di auto, moto e imbarcazioni. Nessun componente della famiglia richiedente può essere intestatario di veicoli immatricolati nei sei mesi precedenti alla richiesta del reddito. E comunque le auto non dovranno essere superiori a 1.600 centimetri cubi di cilindrata. Per le moto il limite è di 250 centimetri e non potranno essere immatricolate negli ultimi due anni prima della richiesta. Non ha inoltre diritto al reddito chi è in stato detentivo o è stato ricoverato in istituti di cura di lunga degenza con costi a carico dello Stato. Il reddito non viene erogato neanche a chi è disoccupato per dimissioni volontarie avvenute negli ultimi 12 mesi. Rientrano, invece, gli stranieri con regolare permesso di soggiorno e residenti da almeno cinque anni in Italia. Secondo le stime, parliamo di circa 200mila nuclei familiari.

Gli importi del reddito di cittadinanza

Il reddito verrà erogato attraverso una tessera unica. Ma dal 2020 ci potrebbe essere la possibilità di dare ai singoli componenti della famiglia un assegno di 500 euro mensili. Più altri 280 per chi è in affitto. Chi invece paga un mutuo avrebbe diritto a 150 euro aggiuntivi, invece di 280. Per quanto riguarda gli anziani in pensione, il contributo di affitto scende a 150 euro. Il beneficio medio per famiglia sarà di 493 euro al mese. I beneficiari dovranno firmare un patto per il lavoro e non potranno rifiutare tre offerte di lavoro congrue. Il percorso verrà attivato attraverso i centri per l’impiego o attraverso i comuni per le situazioni ritenute più complesse.