Il 18 aprile si sono aperte ufficialmente le candidature per diventare navigator, il nuovo profilo professionale previsto come tutor nell'orientamento al lavoro dei beneficiari del reddito di cittadinanza. A oggi, secondo un comunicato diramato dall'Anpal, ci sono 16.773 i candidati per i 3 mila posti di lavoro disponibili. Sarà possibile continuare ad inviare le domande per partecipare alle selezioni fino all'8 maggio. Fino a ora, analizzando le candidature regione per regione, primeggia la Sicilia con 2.477 partecipanti, subito davanti alla Campania che ne ha 2.475. Poi ci sono il Lazio con 2.236 candidati, la Puglia con 2.004 e la Calabria, da cui sono arrivate 1.497 domande. La maggior parte degli aspiranti navigator è laureata in Giurisprudenza (5.781), seguiti da quelli che hanno un titolo in Scienze economico-aziendali (2.521), poi Scienze politiche (1.503) e Scienze dell'economia (1.441). Il contratto di collaborazione previsto per i navigator scadrà il 30 aprile del 2021 e vedrà un compenso lordo di 27.338,76 euro all'anno, a cui vanno aggiunti 300 euro lordi mensili come rimborso forfettario delle spese per svolgere l'incarico, come viaggio, vitto e alloggio.

Chi sono e cosa faranno i navigator

I partecipanti alle selezioni, che si sono iscritti sulla piattaforma apposita realizzata in collaborazione con l'Inps, potranno diventare dei navigator. Questa figura sarà centrale per l'assistenza tecnica fornita dall'Agenzia Nazionale Politiche Attive Lavoro (Anpal) ai centri per l'impiego. Il profilo professionale sarà selezionato e formato per supportare i servizi e per integrarsi nel nuovo contesto lavorativo, caratterizzato dall'introduzione del reddito di cittadinanza. L'obiettivo del navigator è assicurare assistenza ai beneficiari del reddito di cittadinanza attraverso i centri per l'impiego, valorizzando le politiche attive regionali da implementare con le metodologie e tecniche innovative che saranno adottate per il reddito di cittadinanza.

L'Inps e le richieste del reddito di cittadinanza

"Quasi 337 mila degli importi erogati per il reddito di cittadinanza, pari al 71% delle prime 472.970 domande elaborate dall'Inps, superano i 300 euro – ha scritto l'istituto previdenziale in una nota – Il 50% è compreso nella fascia tra 300 e 750 euro, mentre oltre i 750 euro si attesta il 21% delle somme in pagamento. Soltanto il 7% è compreso nella fascia tra i 40 e i 50 euro". Dopo le polemiche della scorsa settimana, quando diversi cittadini hanno protestato sui social per gli importi ritenuti troppo bassi del reddito di cittadinanza, l'Inps torna a fornire i dati: "Il 65% delle 473 mila pratiche fino ad oggi accettate del reddito di cittadinanza ha un importo tra i 400 e 1200 euro. La media dell'assegno è di 520 euro – ha spiegato il presidente dell'Inps, Pasquale TridicoSpiace che si soffermi sui casi di singoli che avendo già un reddito percepiscono importi tra i 40 e 150 euro. Questi casi rappresentano il 17% della platea".