All'indomani delle richieste di condanna del pg Luciana Piras nei confronti dei manager tedeschi e austriaci nel processo d'appello sulla strage di Viareggio, ieri l'accusa si è concentrata sulle responsabilità del gruppo italiano FS: avvalendosi di un filmato il pubblico ministero di Lucca Salvatore Giannino ha mostrato ai giudici le condizioni del vagone che trasportava gpl, la cui rottura causò la morte di 32 persone, indicando le responsabilità di Ferrovie dello Stato e in particolare dell'amministratore delegato dell'epoca Mauro Moretti, condannato in primo grado a sette anni di reclusione. Oltre a lui rischia la conferma della condanna l'ex ad di Rfi Michele Elia.

Secondo l'accusa FS Logistica, società del gruppo Fs incaricata della ricerca e del noleggio dei carri, "era un soggetto inadatto e incapace nel settore in cui operava, in quanto non in grado di garantire un idoneo monitoraggio dei fornitori", e non avrebbe rispettato gli "elevatissimi standard di sicurezza" previsti – in teoria – da Trenitalia. In particolare, sia la ditta titolare proprietaria del vagone contenente il gpl (l'austriaca Gatx Rail Austria), che le officine Jughental Waggon di Hannover dove vennero effettuati lavori di manutenzione, sarebbero state scelte malgrado fossero sprovviste della certificazione Iso 9000. "Il noleggio dei carri – secondo Giannino – avvenne al buio, senza verificare che ci fosse il certificato di sicurezza".

  da una manutenzione insufficiente. La prima causa dell'incidente, è l'ipotesi dei pm, non fu la ‘cricca', ossia la crepa che poi determinò la frattura dell'assile, ma "il non essersi dotati dei criteri per intercettarla". "La ‘cricca' non era un vizio occulto, ma palese nella mancanza di manutenzione".